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Cronaca

Lancia un bimbo in aria e non riesce a riprenderlo: educatrice di asilo nido fa sbattere il piccolo con la testa a terra

Lancia un bimbo in aria e non riesce a riprenderlo: educatrice di asilo nido fa sbattere il piccolo con la testa a terra. L’educatrice di un asilo nido ha lanciato un bimbo in aria ma non è riuscita a riprenderlo, facendo sbattere il piccolo con la testa a terra. È successo a Los Angeles, nello Stato americano della California, dove la famiglia del bambino ha intentato causa contro l’asilo nido dopo che la dipendente ha fatto cadere il loro figlio di 23 mesi mentre era affidato alle sue cure.

L’episodio è ora al centro di una causa per negligenza presentata dai genitori, che accusano la struttura di non aver gestito correttamente quanto accaduto e di aver fornito ai familiari informazioni fuorvianti. Secondo la denuncia, la scena sarebbe stata ripresa in video e mostrerebbe una dipendente del club mentre solleva il bambino per le braccia, lo fa oscillare più volte tra le gambe e, al terzo movimento, lo lancia in aria senza riuscire a riprenderlo.

Il piccolo sarebbe caduto con la testa sul pavimento e la stessa operatrice gli sarebbe finita addosso subito dopo. I genitori sostengono che il figlio abbia riportato un trauma cranico e che l’incidente sia stato descritto in modo incompleto o falso dal personale della struttura. Nella documentazione allegata si contesta anche il modo in cui sono stati gestiti i contatti con la famiglia nelle ore successive alla caduta.

La scoperta

Secondo quanto riportato negli atti, i dipendenti avrebbero telefonato al padre poco dopo l’incidente, dicendogli che non era necessario andare a prendere subito il bambino. Solo in un secondo momento, quando il piccolo non riusciva a calmarsi, sarebbe stato chiesto al genitore di tornare. La denuncia afferma che il club avrebbe presentato ai genitori l’idea di una ferita lieve e di un semplice stato di agitazione del bambino, attribuendo invece allo stesso piccolo lo stress del personale.

I documenti descrivono anche i segni visibili riportati dal bambino: occhio destro gonfio e chiuso, bocca gonfia e lato destro del viso gravemente contuso. Dopo il ricovero in ospedale, gli sarebbero stati diagnosticati un trauma cranico contusivo, abrasioni al viso e una commozione cerebrale. La famiglia sostiene inoltre che, a distanza di tempo, il bambino continui a manifestare sintomi, compresa la perdita dell’udito.

I genitori chiedono un risarcimento danni e il rimborso delle spese processuali, mentre la struttura ha fatto sapere di non poter commentare una causa in corso e ha ribadito che la sicurezza di famiglie, soci e personale resta la priorità.

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