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Lite tra coinquiline finisce come in un film horror: 49enne cuce le labbra della coinquilina con ago e filo

Una lite tra coinquiline è finita come la scena di un film horror quando una donna di 49 anni ha cucito le labbra della coinquilina, una 42enne, con ago e filo. È successo a Koga, nella prefettura di Ibaraki, in Giappone. La 49enne è stata arrestata dalla polizia, secondo quanto riportato da Kyodo News, Japan Wire e The Independent.

La 49enne avrebbe cucito le labbra della coinquilina al culmine di una donna avvenuta intorno alle 13:30 (ora locale) dello scorso 29 giugno. Secondo quanto riferito dai media, la vittima sarebbe riuscita a lasciare l’abitazione il giorno successivo, approfittando dell’assenza della sospettata. La donna, che indossava una mascherina bianca, si è diretta di corsa verso un negozio vicino, mostrando un foglio con la scritta “Aiutatemi”, perché non era in grado di parlare.

Il gesto ha spinto un dipendente dell’esercizio a contattare la polizia, che è intervenuta arrestando Sakurai con l’accusa di aggressione. La vittima viveva con la donna dall’aprile del 2025. Agli investigatori avrebbe raccontato di non essere riuscita a fuggire prima perché terrorizzata dalla coinquilina: “Avevo paura di Sakurai, quindi non sono riuscita a scappare subito”, ha detto.

Le testimonianze

Alcuni conoscenti hanno riferito all’emittente TV Asahi che la 49enne ospitava nella propria abitazione persone fuggite di casa. Un’ex collega della stessa ha raccontato di aver saputo, circa tre anni prima, che la donna si prendeva cura di ragazze rimaste senza un posto dove andare dopo aver contattato i genitori. Secondo altre testimonianze, avrebbe inoltre aiutato le coinquiline a trovare un impiego.

Un conoscente di 54 anni ha dichiarato di aver visitato la casa nel mese di novembre e di avervi trovato due o tre donne e un uomo, con età comprese tra quelle di studenti delle scuole medie e superiori. Le persone presenti nell’abitazione sono state interrogate dalla polizia e si ritiene che fossero nell’abitazione durante la terribile aggressione. Il movente resta oggetto d’indagine e gli investigatori non hanno ancora reso noto se la 49enne abbia ammesso la presunta aggressione denunciata.

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