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Nonno va a controllare la nipotina che dorme: la tata si infuria e lo uccide a coltellate. Arrestata

Nonno va a controllare la nipotina che dorme: la tata si infuria e lo uccide a coltellate. Arrestata. Un nonno va a controllare il nipotino che dorme fa infuriare la tata che lo uccide a coltellate. È successo a Royal Oak, nello Stato americano del Michigan. La donna, 36 anni, è accusata di aver ucciso il nonno della bambina di cui si prendeva cura infliggendogli più di 40 fendenti alla testa e al viso.

La trentaseienne deve rispondere delle accuse di omicidio di primo grado, maltrattamenti su minore di secondo grado, aggressione con arma pericolosa e resistenza od ostruzione all’operato della polizia. Secondo gli atti processuali, il delitto è avvenuto nell’ottobre 2025. La vittima era arrivata nell’abitazione della figlia dopo avere ricevuto la richiesta di controllare la nipotina di tre anni, affidata alla babysitter mentre la madre si trovava fuori città. Non riuscendo più a contattarlo, un altro familiare si è recato nella casa, trovando la donna nel seminterrato in stato di agitazione e coperta di sangue, mentre l’anziano era a terra con gravissime ferite.

Secondo la ricostruzione della polizia, il familiare ha preso in braccio la bambina e ha cercato di allontanarsi, ma la babysitter lo avrebbe inseguito all’esterno armata di un cacciavite. I due sono riusciti a rifugiarsi nell’abitazione di un vicino e a chiamare i soccorsi. Poco dopo, la donna si sarebbe liberata dell’arma, si sarebbe spogliata completamente e avrebbe tentato la fuga, prima dell’arresto.

La ricostruzione

Durante l’udienza preliminare, il medico legale ha riferito che la vittima presentava oltre quaranta ferite penetranti alla testa e al viso, oltre a lesioni su torace, schiena, mani e avambracci. Le ferite risultavano compatibili con un cacciavite o uno strumento simile e mostravano sia traumi da arma appuntita sia da corpo contundente. Le lesioni alle mani e agli avambracci indicavano un tentativo di difesa.

L’autopsia ha stabilito che la morte è stata provocata da molteplici ferite da arma da taglio. Gli agenti hanno trovato la porta aperta, il corpo in fondo alle scale del seminterrato, un sacchetto sulla testa della vittima e tre cacciaviti nelle vicinanze. Secondo l’accusa, l’imputata sarebbe stata sotto l’effetto di funghi allucinogeni.

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