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Anna Pepe: “Baddie? Voglio dire una cosa ai genitori. Piaccio alle adolescenti soprattutto per un motivo. E su Sanremo…”

Anna Pepe: “Baddie? Voglio dire una cosa ai genitori. Piaccio alle adolescenti soprattutto per un motivo. E su Sanremo…”. Anna Pepe sui baddie, il successo, il messaggio ai genitori, il successo tra le adolescenti, e non solo. La rapper ligure, 22 anni, si racconta in una intervista a ‘La Repubblica’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Anna racconta che soffriva del fatto che, nel rap italiano, prima di lei non ci fossero donne, ma precisa subito: «In realtà c’erano, da Beba a Chadia Rodriguez, ma non ricevevano il giusto riconoscimento. Non so perché. All’inizio ho subìto pregiudizi: “Una donna non può rappare”. Oggi però la questione di genere, nella musica, è superata: basta fare canzoni che spaccano, il resto non vale la pena. Parlo per me: sono stata solo me stessa».

Proseguendo, spiega cosa vedono in lei le sue fan: «Un modello. Non che lo volessi: mi ci sono ritrovata e, davanti alle adolescenti, sento delle responsabilità. Non sono perfetta e non devo educare nessuno. Ma vorrei che prendessero il buono che c’è in me: la forza di farsi strada da sole, di non farsi dettare le regole. Appunto, come Million dollar baby, film che adoro. Come Ultimo, ho successo perché parlo la lingua di chi mi ascolta. Ci accomuna il fatto di essere noi stessi».

Anna Pepe: “Baddie? Voglio dire una cosa ai genitori”

Racconta che ci sono anche maschi tra il pubblico e lo commenta così: «Perché sono bella (ride). Scherzo: perché ho un lato maschile molto marcato. Ho tanti amici, siamo tutti baddie». Poi chiarisce il significato del termine, finito sulla Treccani: «Lo dico ai genitori: baddie sono i figli che non vi ascoltano, ma ascoltano me. Indipendenti, che non si fanno mettere i piedi in testa, ma anche dolci. Tanti si confidano con me, mi scrivono in privato su Instagram, come farebbero con un’amica. Forse è anche questo il segreto: sono una di loro».

Ripercorrendo la sua svolta, ricorda: «Nel 2020, con Bando, prima della pandemia. Avevo pagato di tasca mia — 25 euro al giorno — uno studio a La Spezia, senza aspettative. Fu un trauma, ma felice. Oggi la detesto: non mi piace più, sono cambiata».

Parlando del successo nato online, aggiunge: «Mi ricordo, all’uscita di una discoteca, dopo una serata, il proprietario che disse: “È una ragazzina, ha fatto due canzoni”. Temevo di essere una da un successo e via. Ho lavorato tanto per restare. È la mia rivincita».

Anna Pepe: “Piaccio alle adolescenti soprattutto per un motivo”

Racconta come la musica le abbia cambiato la vita: «Vengo da una realtà piccola, non volevo studiare, stavo per cominciare a lavorare come cameriera, su impulso di mio padre, giustamente. Bando mi ha tirato fuori da una vita qualunque. Oggi sono a Milano, faccio quello che amo. Ho poco tempo per rilassarmi, ma va bene così. Quando posso, viaggio o torno a casa».

Parlando dei genitori, dice: «Siamo legatissimi. Mamma è un’artista: ha dipinto una delle cover del disco. Nel 2019 mi impedì di andare a Italia’s got talent, dicendo che presto sarebbe arrivata un’occasione migliore. Aveva ragione, ha istinto. Ancora oggi mi affido a lei: se non le piace qualcuno con cui esco, di solito ci vede giusto».

Sul disco Million dollar babe chiarisce: «Non sempre è autobiografico, ma mi piace dare un messaggio: se l’amore vi fa stare male, chiunque voi siate, tagliate i ponti». Alla domanda sul femminismo risponde: «Sì. Senza sbandierarlo, ma dimostrandolo: una donna può farcela benissimo da sola». Infine, riguardo a Sanremo, afferma: «Per ora no, non mi ci vedo. Meglio una conduzione in tv. O il mercato latino».

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