Angela Finocchiaro: “Benvenuti al Sud è un esperimento più interessante di tante chiacchiere. Io bella? Vi rispondo con una frase di Michela Murgia”. Angela Finocchiaro su Benvenuti al Sud, e non solo. L’attrice milanese, 70 anni, è al cinema con «Election Day» e sul set del terzo capitolo del film che la vede nei panni della moglie di Claudio Bisio. Ne parla in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Angela Finocchiaro racconta che non avrebbe mai potuto tentare la carriera politica: una consapevolezza netta, che lei stessa sintetizza dicendo «Rispondo no seguito da un bel punto. Serve una capacità strategica che non ho, soccomberei». Da qui prende forma il contrasto con il suo ruolo in Election Day, dove interpreta una deputata progressista in corsa per diventare Ministro della Pubblica Istruzione, prima di essere travolta da uno scandalo che coinvolge il marito. Un contesto che riflette la fragilità dei personaggi, come lei stessa osserva: «I personaggi di questo film si rivelano fragili come canne al vento. Succede in un’epoca in cui tutti sembrano aver bisogno di consenso. I social la fanno da padrone, mescolano la vita privata e quella pubblica, diventano la bussola di alcuni comportamenti».
Finocchiaro spiega di non essere mai stata particolarmente bisognosa di consenso, rivendicando un percorso personale autonomo: «Sì, non direi. Ho sempre cercato di fare la mia strada seguendo quelli che sono i miei gusti e i miei pensieri. Il teatro resta il mio spazio di libertà. Quanto ai social, sono abbastanza distaccata: li curo in maniera discontinua e rimangono assolutamente laterali, anche perché visto che lì ogni persona può dire qualcosa potenzialmente anche di non carino, non sono preparata. C’è chi nel conflitto si alimenta, a me invece non piace».
Angela Finocchiaro: “Benvenuti al Sud è un esperimento più interessante di tante chiacchiere”
Pur dichiarando che non farebbe mai politica, riflette su quale legge imporrebbe se potesse: «Ci sono tante cose talmente gravi… assistiamo a tragedie inimmaginabili, difficile mettere una cosa prima di un’altra. Pensando alle donne, trovo assurdo che ancora siamo pagate meno degli uomini, non lo digerisco: stravolgendo il concetto è come se una donna che va al mercato pagasse due volte quello che paga un uomo per fare la spesa».
Il discorso si sposta poi sul cambiamento nel cinema, che secondo lei non deve essere interpretato come un favore: «Le cose sono cambiate, certo, ma non è che allora non vediamo tutto quello che sta succedendo: come cultura siamo messi malissimo, c’è tanto da fare e quello che è cambiato non va vissuto come un regalo che ci è stato fatto».
Finocchiaro affronta anche il tema dell’inadeguatezza, che dice di vivere da sempre: «Io sono da sempre nel club degli inadeguati. Non so quanto sia una questione culturale o personale, ma ci combatto ogni giorno. Ho sentito di recente una frase di Michela Murgia in cui spiegava che nonostante tutti gli attacchi sul suo corpo, lei guardandosi allo specchio si trovava bella. Che cosa meravigliosa e rivoluzionaria: quando riusciamo a vedere noi stessi belli di colpo non siamo più ricattabili».
Angela Finocchiaro: “Benvenuti al Sud è un esperimento più interessante di tante chiacchiere”
Alla domanda se si veda bella, risponde con ironia e sincerità: «Potrei dire rispetto al mio senso di accettazione i lavori sono in corso. Forse dovrei vivere 150 anni per arrivarci, ma continuo a combattere con l’autostima. È una battaglia importantissima da fare con le bambine, anche per questo servirebbe l’educazione affettiva… chi non la approva chissà cosa immagina che insegnerebbero…».
In questi giorni è impegnata sul set di Bentornati al Sud, dove ritrova un gruppo affiatato: «C’è molto affetto, sul set ci sono le foto di Benvenuti al Sud e al Nord, ci vediamo come eravamo allora… Nel film sono sempre sposata con Claudio Bisio solo che ora è in pensione e non lo sopporto più tanto… siamo una coppia che dopo tanti anni deve passare molto più tempo insieme e quasi non si conosce più. Nel film è un uomo fragile, l’opposto del macho, per questo mi piace. Con Claudio siamo molto affiatati, apparteniamo più o meno allo stesso tessuto culturale, siamo cresciuti nella stessa Milano e questa cosa funziona».
Infine, riflette sul tema degli stereotipi Nord-Sud, spiegando che la chiave è una buona scrittura: «Grazie a un’ottima sceneggiatura. I film precedenti sono stati dei successi perché tutti si sono potuti riconoscere e ridere nei propri luoghi comuni. Quei film hanno funzionato come un ponte importantissimo, uno squarcio tra Nord e Sud che si sono ritrovati a ridere insieme di loro stessi. È un esperimento più interessante di tante chiacchiere».
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