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Detenuto ottiene il permesso di inviare lettere intrise di sperma alla fidanzata: via libera dopo una battaglia legale

Detenuto ottiene il permesso di inviare lettere intrise di sperma alla fidanzata: via libera dopo una battaglia legale. Un detenuto, condannato per spaccio di sostanze stupefacenti, ha vinto una bizzarra battaglia legale che gli consentirà di inviare lettere intrise di sperma alla sua fidanzata, in seguito a una sentenza di un tribunale tedesco.

L’uomo, che sta scontando una pena pluriennale nel carcere di Schwerte, aveva sostenuto che impedirgli di spedire quel tipo di corrispondenza avrebbe soffocato le sue fantasie sessuali. Da tempo lui e la compagna si scambiavano lettere contenenti fluidi corporei, ma la direzione del penitenziario aveva deciso di bloccare questa pratica ritenendola incompatibile con le norme igieniche e con la sicurezza sanitaria dell’istituto.

Secondo i responsabili del carcere, le guardie sono obbligate a controllare tutta la posta per verificare l’eventuale presenza di materiale di contrabbando. Per questo motivo, maneggiare fogli contaminati da sperma rappresentava, a loro giudizio, una violazione del dovere di tutelare la salute del personale e di garantire una convivenza ordinata all’interno della struttura. Come conseguenza disciplinare, al detenuto era stata inflitta una settimana di sospensione dalle attività ricreative, comprese quelle sportive e culturali. L’uomo, però, ha contestato la sanzione davanti ai giudici.

L’ok del tribunale

Secondo quanto riportato dalla rivista giuridica tedesca Beck Aktuell, ha sostenuto che il divieto limitasse il suo diritto fondamentale al libero sviluppo della personalità e reprimesse le sue fantasie sessuali. Ha inoltre proposto una soluzione pratica, affermando che gli agenti penitenziari avrebbero potuto semplicemente indossare dei guanti durante i controlli della corrispondenza qualora trovassero sgradevole il contatto con i fluidi corporei. Ha anche evidenziato che l’invio di tali materiali per posta non costituisce un reato.

Il tribunale regionale di Hagen gli ha dato ragione, stabilendo che non esisteva alcuna base giuridica per giustificare la punizione disciplinare. I giudici hanno chiarito che le norme sanitarie richiamate dal carcere servono a proteggere la salute dei detenuti e non quella del personale penitenziario. Hanno inoltre respinto l’argomento relativo al presunto turbamento della convivenza ordinata, ritenendolo insufficiente per applicare una sanzione.

L’unica irregolarità rilevata riguardava il fatto che il materiale spedito dovesse essere considerato tecnicamente un pacco e non una semplice lettera, circostanza che avrebbe richiesto un’autorizzazione preventiva. Tuttavia, il tribunale ha escluso la possibilità di punire retroattivamente il detenuto per la mancata richiesta del permesso, consentendogli così di riprendere a inviare la particolare corrispondenza alla fidanzata.

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