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Mamma interviene per aiutare il figlio che sta tentando il suicidio: lui si arrabbia e la uccide. Tina morta a 58 anni

Mamma interviene per aiutare il figlio che sta tentando il suicidio: lui si arrabbia e la uccide. Tina morta a 58 anni. Una mamma interviene per aiutare il figlio che sta tentando il suicidio, ma lui si arrabbia e la uccide a colpi di pistola. È successo a Las Cruces, nello Stato americano del Nuovo Messico. Secondo quanto riferito dal dipartimento di polizia, Lawrence Lopez, 32 anni, è accusato di omicidio colposo per la morte di Tina Lucero, 58 anni.

La tragedia si è consumata la notte del 1° luglio nell’abitazione della famiglia su Los Ranchitos Road a Las Cruces, città situata tra il Parco Nazionale di White Sands ed El Paso, in Texas. Documenti della polizia ottenuti dall’emittente KFOX indicano che Lopez e la madre erano usciti a cena quella sera insieme ad altri familiari.

Durante il pasto l’uomo avrebbe espresso convinzioni paranoiche, sostenendo di essere seguito da veicoli e droni e che il suo telefono fosse stato hackerato. Rientrati a casa da soli, Lopez avrebbe ribadito tali paure e si sarebbe lamentato del fatto che la madre non lo prendesse sul serio, secondo l’atto d’accusa.

Il dramma

In un momento di forte turbamento Lopez avrebbe dichiarato di sentirsi morire, estratto una pistola e puntatala alla propria testa, sfidando la madre a sopportare il ricordo del gesto. “Ti farò ricordare questa cosa per tutta la vita. Devi vedermi spararmi”, avrebbe detto, sempre secondo le indagini. La donna ha quindi cercato di disarmare il figlio prendendo l’arma; ne è scaturita una colluttazione durante la quale l’arma è esplosa. Le forze dell’ordine riferiscono che il proiettile ha attraversato la mano sinistra di Lopez e ha colpito il petto della madre.

Immediati i soccorsi: Lopez ha chiamato il 911 e il fratello, che è accorso sul posto per praticare la rianimazione cardiopolmonare a Tina Lucero. Nonostante gli sforzi, la donna è stata dichiarata morta sul luogo. Lopez è stato trasportato in ospedale per le ferite d’arma da fuoco, medicato e successivamente rilasciato prima dell’arresto. I registri carcerari indicano che l’uomo è ora detenuto nel centro di detenzione della contea di Dona Ana senza possibilità di cauzione, con l’accusa formale di omicidio colposo pendente contro di lui.

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