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Brenda Lodigiani: “Amicizie speciali? Vi racconto la mia rete. Ho imparato la lingua sinti dai miei parenti”

Brenda Lodigiani: “Amicizie speciali? Vi racconto la mia rete. Ho imparato la lingua sinti dai miei parenti”. Brenda Lodigiani sulle amicizie speciali, le origini sinti, e non solo. L’attrice e comica lombarda 38 anni, torna al timone della nuova edizione di Bake Off Italia-Dolci in forno, il cooking show per pasticceri amatoriali in onda dal 4 settembre su Real Time. Ne parla in una intervista a ‘Io Donna’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Brenda Lodigiani racconta la passione per il suo lavoro spiegando che «Sono molto competitiva. E anche se il risultato non è perfetto, mi divertono il percorso creativo e l’impegno per raggiungerlo». Ripensa alla parodia di Silvia Toffanin: per trasformarla in un’animatrice di feste per bambini, il 15 agosto dell’anno scorso, in una Milano deserta, ha digitato “negozi di magia aperti adesso vicino a me”. La ricerca l’ha portata in un seminterrato e, per sicurezza, ha mandato la posizione alla sua migliore amica nel caso non fosse più riapparsa. Invece ha conosciuto «due persone meravigliose che mi hanno insegnato alcuni trucchi». Anche se non l’ha inserito nello sketch, ora sa fare «il numero del fazzoletto che scompare e riappare». E per trasformare Annalaisa, parodia della cantante Annalisa, in una pole dancer, si è allenata «con molta fatica».

Parlando di Bake Off Italia, racconta che «È stata una sorpresa e una sfida. Non c’entravo nulla con la pasticceria e fino ad allora il format era stato portato al successo per 12 edizioni da Benedetta Parodi. Sotto il tendone sono quindi entrata con le mie lacune e le mie fragilità, che penso mi abbiano avvicinata ai telespettatori. L’anno scorso è stato come fare uno stage con i pasticceri più importanti». Quest’anno, dice, «Mi vanto di sapere cosa sono la marisa, un tipo di spatola, e il tarocco, un’altra spatola rigida che serve per rifinire le naked cake. E poi faccio molte domande tecniche, perché mi interessa saperne di più».

Brenda Lodigiani: “Amicizie speciali? Vi racconto la mia rete”

Quando sente una mancanza, spiega che «Ci sto dentro, finché passa o si trasforma in un altro sentimento». Prova nostalgia per molte cose, come «per il mandarino che mia nonna mi sbucciava prima di iniziare a mangiare, così che fossi obbligata a finirlo “perché altrimenti va a male”». Ogni volta che ne vede o ne sbuccia uno, torna a quei momenti: «È una bella nostalgia: vuol dire che ho vissuto».

Racconta poi il suo modo di vivere la maternità con Olivia e Tobia: «Non insegno. Semplicemente, vivo. Sono sempre io, sono la mamma che la mattina si sveglia con l’ansia e spiega ai ragazzi che cos’è. Sono quella che si arrabbia o che è triste, e che spera che ciò permetta a entrambi di pensare: “Se la mamma, che è adulta, può essere triste, posso esserlo anche io”. Un modo per mostrare loro la libertà. Spero che si sentano liberi di essere come sono e come saranno, perché crescendo diventano persone diverse da te. Chissà cosa direbbe una pedagogista… Anzi, lo so, perché dalla pedagogista ci vado. Mi faccio aiutare tantissimo. Ogni tanto ho bisogno di tirare le fila. Sono una mamma severa: a casa nostra le regole vanno rispettate. I miei figli ci provano, a trasgredire. Ma sono contenta quando non si fermano al primo “no” e mi spiegano perché vorrebbero cenare davanti ai cartoni animati. A volte riescono anche a farmi cambiare idea».

Brenda Lodigiani: “Ho imparato la lingua sinti dai miei parenti”

Parlando della sua rete di affetti, dice: «Mi sono costruita una rete di amicizie speciali: ho l’amica d’infanzia, quella che mi sono scelta in età adulta, quella che lavora con me. È la famiglia con la quale mi confronto quando sono indecisa. Dicono che i Capricorno siano “gnucchi”, testardi. Sono nata il 30 dicembre, ma non mi sento per niente Capricorno».

Approfondendo il tema dell’aiuto, racconta: «Ho capito che non si può fare tutto da soli. So di essere privilegiata, eppure ci sono situazioni faticose per tutti. Ma ho un lavoro che mi permette di avere una baby sitter e di stare sul set in serenità. Poi, la salute mentale: vado in terapia da anni. Ci sono le amiche e gli amici con i quali ci dedichiamo tempo al telefono nelle giornate disastrose: si ride, si scherza, a volte si è seri. E vado da una pedagogista perché vorrei avere tutto sotto controllo, ma non è mai così. Faccio un esempio: ho avuto gravidanze e parti bellissimi, però l’allattamento non l’ho mai sentito come una cosa naturale. Penso sia utile farsi confermare che tutto sta andando bene. Che non significa “perfetto”».

Ha imparato la lingua dei segni grazie a Francesca Varagnolo, la maestra di danza con cui ha danzato su Viaggio a Reims di Rossini, segnando le parole. La lingua sinti, invece, l’ha appresa da piccola: «mia mamma è sinta e ho passato diverse estati con i parenti». Infine, affronta l’aspettativa che lei faccia sempre ridere: «Succede. Ma l’età che avanza mi ha regalato molta libertà mentale. Fino all’adolescenza volevo stare simpatica a tutti e che chiunque mi trovasse adorabile. Poi ho capito che non si può piacere a tutti. È una fatica inutile. Quindi nella quotidianità smetto di performare. Ed è bello. Perché poi restituisci l’immagine di una persona, non di un personaggio».

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