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Alessandro Betti: “Super Market sit com o una serie? Dipende da un aspetto. Dovrei chiedere alla psicologa perché tutti i miei personaggi falliscono”

Alessandro Betti: “Super Market sit com o una serie? Dipende da un aspetto. Dovrei chiedere alla psicologa perché tutti i miei personaggi falliscono”. Alessandro Betti su Super Market. L’attore e comico milanese, 60 anni, è tra i protagonisti della serie Prime Video in onda dal 17 luglio con 6 puntate. Ne parla in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Alessandro Betti racconta che nella serie Super Market il suo personaggio, Enrico, è un direttore di supermercato buono ma poco incisivo. L’attore descrive così la natura del personaggio, sottolineando come «Enrico ha un animo buono, ma non ha autorevolezza, cerca di essere autoritario, ma non ha la capacità di esserlo, crede di avere delle idee geniali, ma ogni idea che cerca di realizzare fa sprofondare il supermercato nella graduatoria di gradimento di tutti gli Eury. Creando situazioni drammaticamente comiche».

Alessandro Betti: “Super Market sit com o una serie? Dipende da un aspetto”

Proseguendo, Betti spiega che l’Eury, nella fantasia, si trova alla periferia di Milano e rappresenta un luogo popolato da un’umanità varia e spesso sgangherata. Lo definisce infatti come «un microcosmo, il supermercato raccoglie tantissimi tipi di persone, questo Eury in particolare raccoglie degli “scasciati”, dalla cassiera al magazziniere, c’è anche il clochard che staziona lì fuori. E così viviamo le storie di questi personaggi con le loro aspirazioni».

Il Terzo Segreto di Satira ha definito questo gruppo come “un gruppo di cialtroni per cialtroni”, e Betti approfondisce il concetto spiegando che «non ci si appassiona a qualcosa di troppo diverso da noi, che sia un quadro, una canzone, un film. Se riusciamo a capire la difficoltà di questi personaggi ci si può ritrovare nell’uno o nell’altro, come quando ti riconosci in un libro o in una definizione e ti viene da dire: “Qualcuno l’ha scritto meglio di me”».

Quando gli si chiede se Super Market sia una sit com o una serie comedy, Betti chiarisce che «potrebbe essere una serie comedy per il numero di puntate e per la misura degli episodi, ma se le persone si affezioneranno ai personaggi e alle loro storie potrebbe aderire al profilo di una sit com, è una storia che si può esaurire dentro un supermercato».

Alessandro Betti: “Dovrei chiedere alla psicologa perché tutti i miei personaggi falliscono”

Riflettendo sulla comicità contemporanea, Betti ricorda i lavori realizzati con il Terzo Segreto di Satira, dai video politici ai film Si muore tutti democristiani e Mollo tutto e apro un chiringuito. Oggi, secondo lui, «nella comicità si fa più fatica o tracciare una riga su quello che è divertente e quello che non lo è. Io non amo la volgarità, non so fare parodie di personaggi noti, mi piace lavorare su parodie di caratteri umani».

Infine, parlando dei suoi personaggi del GialappaShow — Doc Doc, il fachiro Tandoori, il disturbatore Amos — Betti riconosce che sono spesso figure di “inetti”. E conclude osservando che «dovrei chiedere alla psicologa perché tutti i miei personaggi falliscono. Probabilmente perché la mia concezione della comicità è quella dell’incidente, in un percorso la parte comica è l’incidente altrimenti sarebbe una linea regolare. Che non significa una macchietta esagerata. A me diverte il tentativo che nella vita facciamo quando ci arrangiamo con gli strumenti che abbiamo, ci sono quelli che imparano dagli errori e altri, invece, che insistono».

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