Piazza di spaccio nell’asilo nido: coniugi arrestati mentre cedevano dosi davanti ai bambini. Una coppia gestiva una piazza di spaccio nell’asilo nido e cedevano dosi in presenza dei bambini. All’inizio di questo mese, una donna di 43 anni si è dichiarata colpevole di cospirazione finalizzata al possesso e alla distribuzione di cocaina, possesso di una sostanza controllata di Tabella II e possesso di una sostanza controllata di Tabella IV, come reso noto dal dipartimento di polizia.
Successivamente è stata condannata a cinque anni di carcere, dei quali 18 mesi da scontare in detenzione e la restante parte con sospensione condizionale della pena, seguiti da due anni di libertà vigilata. Anche il compagno, quarantatreenne, si è dichiarato colpevole di un’accusa di negligenza nei confronti di un minore e di due accuse di possesso di droga. Per lui il tribunale ha disposto una pena di 360 giorni di carcere, con un solo giorno di detenzione effettiva e il resto sospeso, oltre a 18 mesi di libertà vigilata.
L’indagine è iniziata nell’aprile del 2024, quando un neonato di due mesi è stato accompagnato al pronto soccorso con una grave frattura a un braccio. I medici hanno stabilito che la lesione non era accidentale. A seguito delle criticità emerse durante i primi accertamenti, la licenza dell’asilo nido è stata sospesa.
L’arresto
Con il proseguimento dell’inchiesta, condotta da più agenzie, gli investigatori hanno individuato prove di un preoccupante schema di lesioni mai denunciate che avrebbe coinvolto bambini iscritti alla struttura negli anni precedenti. Tra gli episodi segnalati figuravano una frattura della clavicola, una contusione al gomito, lividi di origine sconosciuta e altre lesioni mai comunicate alle autorità, come previsto dalla legge. Gli specialisti hanno inoltre rilevato ulteriori elementi compatibili con l’ipotesi di abuso sul neonato.
Durante gli interrogatori, la coppia ha fornito versioni ritenute incoerenti sul trattamento riservato al bambino prima dell’incidente. L’analisi forense dei messaggi di testo ha poi contraddetto le loro dichiarazioni. Un uomo che aveva vissuto con la famiglia per nove mesi ha riferito agli investigatori che nell’abitazione venivano vendute grandi quantità di droga e che le sostanze venivano pesate davanti ai bambini.
Le verifiche della polizia hanno confermato tali dichiarazioni attraverso perquisizioni, testimonianze, prove digitali e reperti, documentando un’attività di spaccio mentre l’asilo era operativo. Durante il blitz la donna ha continuato a proclamarsi innocente. Nel 2025 un ex frequentatore della struttura ha denunciato punizioni fisiche, fornendo ulteriori riscontri. Nell’ambito del patteggiamento, le accuse di negligenza contestate alla donna sono state ritirate.
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