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Ema Stokholma: “Dipinti? Ho bisogno di noia. Nessuna relazione per un motivo preciso. E sulla maternità…”

Ema Stokholma: “Dipinti? Ho bisogno di noia. Nessuna relazione per un motivo preciso. E sulla maternità…”. Ema Stokholma sui dipinti, la vita da single, e non solo. La dj, attrice e conduttrice francese naturalizzata italiana, 42 anni, si racconta a cuore aperto in una intervista a ‘Il Messaggero’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Ema Stokholma racconta che la noia, soprattutto d’estate, per lei è un elemento essenziale. Spiega che, pur facendo molte cose, il suo vero obiettivo è il riposo e che per dipingere ha bisogno proprio di quel vuoto creativo: «Faccio tante cose, è vero, ma il mio scopo vero è il riposo. E per dipingere, per esempio, ho bisogno proprio di quel momento che è la noia: lo svuotarsi. Quando comincio un quadro ho bisogno di 24 ore senza… Senza tutto, cervello fermo. La noia è fondamentale».

Da qui si apre una riflessione su come la noia venga spesso negata, soprattutto ai bambini. Stokholma rivendica invece il valore di quel tempo sospeso, che per lei coincide con la pittura e con la solitudine che si ritaglia: «Un tempo creativo, rigenerativo. Vedi, la pittura è il momento davvero mio tra le tante cose che sono. Quello è il tempo della mia solitudine: che io ricerco, che mi ritaglio. Silenzio e ascolto di me. Poi per vivere questi tempi devi stare bene con te stessa: io mi faccio aiutare da una psicologa e una psichiatra per non lasciare spazio ai fantasmi».

Ema Stokholma”Dipinti? Ho bisogno di noia”

Il tema del silenzio è centrale, soprattutto per una donna che vive di radio, musica e techno, e che ha fatto ballare migliaia di persone. Ripercorrendo anche quanto raccontato nel podcast Tintoria, Stokholma ricorda come la musica l’abbia salvata: «Vero: la techno è stata importante per portarmi via da un’infanzia difficile. Dentro quelle discoteche, vivendo in case occupate, mangiando quello che capitava cercavo la libertà. Della mia uscita di casa a 15 anni, del rapporto duro con mia madre ho parlato tante volte, ma la musica mi ha salvato. Quella ad alto volume. Poi, però, da sempre ho rispettato i miei silenzi. Se non scavo quel momento di solitudine, poi mando a quel paese tutti».

Per anni ha usato il corpo come tela, tatuandosi messaggi che oggi sente lontani. Racconta che stava provando a rimuoverli, ma ha dovuto fermarsi: «Fa troppo male. Significano qualcosa in quel momento, ma poi restano per sempre. E invece nella vita cambi. Oggi mi dispiace vedermeli se indosso una canottiera, un vestitino sexy: ho cambiato gusti, ho cambiato case, fidanzati e Paesi e non posso cambiare la mia pelle… Oggi mostro me stessa, come sono ora attraverso quei quadri. Bella differenza: a 20 ti tatui, a 40 dipingi per tre giorni ascoltando un podcast crime o la Signora in Giallo».

Ema Stokholma: “Maternità? Mai desiderata”

Il suo percorso, dice, non è affatto normale, anche se non ama atteggiarsi. Rivendica la fortuna, l’intuizione e la capacità di cogliere le occasioni: «Nel mio percorso è normale capire che sono stata fortunata, che sono stata brava a cogliere le occasioni. E anche paracula a capire che era un gran privilegio cogliere l’attimo dalla discoteca alla radio, alla tv al cinema. Ma essere famosi non è un lavoro: se mi descrivi come simpatica e “normale” insomma mi fai felice. E se riesco a convincere di questo che mi chiede una foto o un autografo anche meglio. Moltissimi di quelli che lo fanno sono gente più preparata di me, che ha studiato per fare il medico o il giornalista o anche il ragioniere. Io sono scappata di casa a 15 anni e sono qui. Il fanatismo è una cosa che mi colpisce».

A Sanremo e a Social Club vede passare molti artisti travolti dalla celebrità, che non sempre riescono a gestirla. Da qui una riflessione sulla fragilità del successo e sulla costruzione della propria famiglia: «Molti non capiscono che tutto può finire in fretta. Non dobbiamo diventare tutti numeri 1 al mondo a far qualcosa, però possiamo sopravvivere, possiamo uscirne, possiamo stare bene. Un solo tatuaggio ho cancellato: ciascuno sceglie la sua famiglia. Non potevo continuare a pensare al passato: ho preso un treno dalla Francia e la famiglia me la costruisco con le persone che frequentano casa mia. Sono stata brava e ho scelto persone che sono ancora intorno a me. Ora non ho più bisogno di leggere quel tatuaggio».

Ema Stokholma: “Nessuna relazione per un motivo preciso”

Quando si parla di vita di coppia, Stokholma ammette le sue difficoltà. Racconta una visione molto autonoma del futuro: «Mamma mia, faccio una fatica… Io so che sono in evoluzione, ma è dura far accettare a qualcun altro (un partner o un figlio) il mio decidere se svegliarmi tardi o no, se scalare una montagna o restare zitta per giorni. E faccio fatica a fidarmi di qualcuno. Mi vedo tra 10 anni a vivere dipingendo, con animali e amici ma senza qualcuno sentimentalmente legato a me. In ogni caso il desiderio non c’è mai stato».

Infine, torna sulla maternità, tema su cui ha scritto anche una riflessione su X. Ribadisce che non ha mai desiderato diventare madre, pur avendo un forte istinto con i bambini: «Non ho mai avuto il pensiero di diventare madre, ma amo molto stare coi bambini, sono brava con loro e ho un istinto materno. Ma non per figli miei».

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