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Caso Roggero, arriva la risposta del presidente Mattarella

Caso Roggero, arriva la risposta del presidente Mattarella. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tra le altre cose è intervenuto anche sul caso Roggero nel corso della cerimonia del Ventaglio al Quirinale. Il presidente della Repubblica ribadisce di essere «estraneo alla dialettica tra le forze politiche» e, pur senza entrare nello scontro pre-elettorale, richiama maggioranza e opposizione al «reciproco rispetto, senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata e, a mio avviso, anche controproducente».

Sergio Mattarella invita ad abbassare i toni, giudicando le tensioni attuali «per la verità piuttosto intempestive» e teme che distolgano l’attenzione «ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini». Sollecita il governo a concentrarsi sul merito, evitando di «alterare la realtà delle questioni».

Ribadisce che non è suo compito valutare la legge elettorale o altri progetti «che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano», mentre lo preoccupa la crescente astensione. Il suo ruolo, precisa, è «indicare esigenze e esortare alla riflessione».

Mattarella sul caso Roggero

Sulla Val di Susa condanna con fermezza: «La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica». Chiede alle forze politiche «maggiore responsabile attenzione» contro il rifiuto di ascoltare le opinioni altrui, che genera «un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza». Le violenze in Val di Susa sono «inammissibile» e, avverte, «non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi».

Sul caso Roggero ammonisce la maggioranza: secondo il Presidente, la giustizia fai da te è incompatibile con lo Stato di diritto: «In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge». Adattare le norme ai singoli casi, conclude, «non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato».

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