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Gabriele Riccio e Amedeo Monzo: “L’Eredità Summer? Dobbiamo tutto a una persona. I balli più sensuali soprattutto due”

Gabriele Riccio e Amedeo Monzo: “L’Eredità Summer? Dobbiamo tutto a una persona. I balli più sensuali soprattutto due”. Gabriele Riccio e Amedeo Monzo su “L’Eredità Summer”, e non solo. I due ballerini che si sono uniti alle Professoresse, si raccontano in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Gabriele Riccio e Amedeo Monzo raccontano come siano arrivati a diventare i ballerini di “L’Eredità Summer”. Per Gabriele, tutto nasce da un contatto inaspettato della coreografa Dalila Frassanito: «Sono stato contattato dalla coreografa del programma Dalila Frassanito, che ha curato anche i concerti di Ditonellapiaga e Fulminacci. La chiamata è arrivata del tutto inaspettata, una sorpresa bellissima. “L’Eredità” è un pilastro della tv e farne parte è una grande gioia». Amedeo, invece, ricorda un incontro fortuito negli studi Fabrizio Frizzi: «Anche io devo tutto a Dalila. Si trovava per caso a passare per gli studi Fabrizio Frizzi dove stavo lavorando in “Dalla strada al palco”, mi ha visto e mi ha proposto di far parte del cast. Incredibile!».

Ripercorrendo le origini della loro passione, entrambi tornano ai primi passi nel mondo della danza. Gabriele spiega come abbia iniziato a 15 anni, lasciandosi alle spalle il rugby: «Io ho iniziato a 15 anni, fino ad allora la mia passione era il rugby. Mi capitava spesso di vedere nel mio quartiere a Roma ragazzi che ballavano per strada l’hip hop, mi sono entusiasmato e mi sono iscritto a una scuola professionale». Amedeo, invece, è cresciuto letteralmente dentro una scuola di danza: «Io ho iniziato fin da piccolo. Mia mamma ha una scuola di danza ad Agropoli (SA), dove sono nato, che per me era una seconda casa. Ho mosso prestissimo i primi passi».

Gabriele Riccio e Amedeo Monzo: “L’Eredità Summer? Dobbiamo tutto a una persona”

Quando si parla del ballo più difficile, entrambi convergono sulla stessa disciplina. Gabriele non ha dubbi: «La danza classica: impone rigore e disciplina. Basta guardare Roberto Bolle e il suo corpo scolpito». Amedeo conferma e amplia: «Sono d’accordo, è molto tecnica, richiede di plasmare il corpo. Tutti i balli hanno bisogno di uno studio specifico, ma alla danza classica ti devi avvicinare da piccolo, a differenza di altre discipline che possono essere intraprese anche dopo».

Il discorso si sposta poi sul ballo più sensuale. Per Gabriele la risposta è immediata: «Per me la “heels dance”, che si esegue indossando scarpe con i tacchi a spillo». Amedeo, invece, si lascia guidare dal ricordo dei suoi studi a Madrid: «Io adoro il tango, che ho studiato a Madrid. Quando si balla in due l’obiettivo è diventare un tutt’uno ed è molto sensuale».

Alla domanda su quale ballerina sceglierebbero per fare coppia, Gabriele cita una figura iconica: «Parris Goebel, una coreografa straordinaria che collabora con Justin Bieber e Rihanna. Lavora con un corpo di ballo pazzesco». Amedeo guarda invece alla danza classica: «Ammiro tantissimo Misty Copeland, celebre ballerina classica americana. Ma è stato molto bello anche danzare con le Professoresse».

Gabriele Riccio e Amedeo Monzo: “I balli più sensuali sono soprattutto due”

Immaginando un tour musicale, entrambi hanno le idee chiare. Gabriele elenca artisti italiani e internazionali: «Ditonellapiaga è un’artista pop che fa un lavoro di coreografia straordinario. Poi Mahmood: ammiro molto la sua bravura e tenacia. Tra i nomi internazionali direi Usher e Chris Brown: ballano, cantano, recitano». Amedeo, invece, sogna un palco esplosivo: «Mi piacerebbe molto ballare per Ricky Martin: i suoi concerti sono travolgenti, un inno alla vita».

Nel loro percorso professionale spicca anche il Festival di Sanremo, che entrambi ricordano con entusiasmo. Gabriele sottolinea la fortuna di aver partecipato più volte: «Un’esperienza straordinaria che ho avuto la fortuna di ripetere due volte, sempre nella serata cover: nel 2024 con i Ricchi e Poveri e quest’anno con Raf. È bello che il Festival presti sempre più attenzione alle coreografie». Amedeo conferma la magia del palco dell’Ariston: «Sanremo è il sogno di tutti. Ti carica di adrenalina e responsabilità. Anche io ho ballato con Gabriele nell’esibizione di Raf e poi con i The Kolors. E non lo dimenticherò mai».

Infine, dopo tante riflessioni sulla danza, arriva un consiglio per chi si sente negato: un messaggio condiviso da entrambi, che diventa quasi un incoraggiamento universale: «Lo dicono in molti, ma è una sciocchezza: tutti abbiamo il senso del ritmo. Solo che non ci si lascia andare o si ha paura del giudizio degli altri. Buttatevi e vedrete!».

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