Camila Raznovich: “Kilimangiaro Estate fa venire voglia di viaggiare. Storia europea? Vorrei scardinare una convinzione”. Camila Raznovich su Kilimangiaro Estate, e non solo. La conduttrice milanese, 52 anni il prossimo ottobre, parla della versione estiva del programma di Rai3 in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
Camila Raznovich racconta che a maggio ha chiuso il “Kilimangiaro” classico e che da luglio è tornata su Rai3 con “Kilimangiaro Estate”. Spiega che «Abbiamo lavorato fino a fine giugno per registrare sei prime serate estive. Di solito mi prendo una pausa a luglio e agosto per godermi le figlie (Viola, 17, e Sole, 14, avute con l’architetto Eugenio Campari, ndr) e la famiglia. Lavorando la domenica durante l’anno non riesco a ritagliare dei weekend con loro. D’estate recupero».
Entrando nel merito delle novità, Raznovich chiarisce che la versione estiva del programma introduce elementi differenti rispetto al formato tradizionale. Come racconta, «Ci sono momenti e rubriche nuove, è una prima serata, non si possono fare due ore e mezzo di cartoline di viaggio. A settembre vedremo come è andata. Ma soprattutto per rispetto del pubblico bisogna cambiare qualcosa ogni tanto! Abbiamo aggiunto spazi di talk show e di riflessione su temi più ampi, di attualità. “Kilimangiaro” ti porta a conoscere meglio il mondo che non è solo musei o spiagge».
Proprio oltre le spiagge, infatti, il programma amplia lo sguardo. Raznovich spiega che «Parliamo di nutrizione e obesità, di longevità o anche di come in Giappone percepiscono il metodo educativo. Lo scopo è far vedere come siamo noi e come è il resto del mondo. Cosa facciamo noi per la crisi climatica, per esempio, e cosa fanno gli altri Paesi».
Camila Raznovich: “Kilimangiaro Estate fa venire voglia di viaggiare”
Il viaggio, inevitabilmente, resta un tema centrale. Raznovich ammette che spesso le bellezze mostrate in trasmissione fanno venire voglia di partire: «Sì, è successo anche a me. Lo scorso giugno sono volata nei Paesi Baschi dopo aver visto un servizio andato in onda, la stessa cosa per Lisbona. “Kilimangiaro” è un programma che sprona a fare, dà delle idee».
E se potesse partire domani con un biglietto aperto, avrebbe già una destinazione in mente: «In Cina, non ci sono mai stata. Ma vorrei andarci un mese, come quando partivo due o tre mesi per l’India, però non è facile portar via le mie figlie per tanto tempo. In Cina vorrei viaggiare e non fare la turista. È il tempo che fa la differenza».
Tra i luoghi del cuore, però, ce n’è uno che rimane imbattibile: «In Costa Rica, ha un po’ tutto quello che mi piace: la città, se hai voglia di città, la foresta più selvaggia che si possa trovare, come quella della Papua Nuova Guinea, con un’incredibile varietà di piante. È un Paese che non ha l’esercito, lo stile di vita è tranquillo e le spiagge sono pazzesche. Ha la modernità degli Stati Uniti con l’autenticità di un Paese dell’America Latina, ha preso da nord e sud le cose migliori».
Camila Raznovich: “Storia europea? Vorrei scardinare una convinzione”
Il viaggio è anche un gioco di famiglia: Raznovich racconta che a casa hanno un modo particolare per segnare le mete visitate. «Ho un grosso mappamondo che adoro. Mentre le mie figlie hanno una grande mappa del mondo dove ogni Paese si raschia come un “gratta e vinci” e loro grattano a mano a mano che andiamo in giro. Abbiamo fatto insieme 14 viaggi internazionali, dal Qatar all’India e all’Egitto. Non sono pochi, considerata la loro età».
Dopo tanti anni di “Kilimangiaro”, le curiosità non si sono esaurite. Raznovich confessa che «Mi affascina scoprire culture diverse, le tradizioni dei luoghi, la medicina ayurvedica o quella giapponese. Noi italiani abbiamo una visione “roma-nocentrica”, del resto gli antichi romani sono arrivati dal nord Africa fino all’Inghilterra. Pensiamo che tutto giri intorno alla storia europea. Vorrei scardinare questa convinzione. Dimentichiamo che c’erano imperi potenti anche in Egitto o in Mongolia».
Una curiosità che nasce anche dalla sua storia personale, come lei stessa ricorda: «Io arrivo da una famiglia multiculturale. Già nel nome: Camila Raznovich non è esattamente Maria Rossi. Sono un mix di etnie e religioni, sono cresciuta in giro per il mondo».
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento