Effetti della camminata sulla sabbia scoperti 4 benefici per la salute: lo studio. Uno studio randomizzato controllato ha esaminato gli effetti della camminata sulla sabbia, associata a un intervento alimentare, in adulti in sovrappeso affetti da diabete mellito di tipo 2. La ricerca, pubblicata nel 2020 sulla rivista Healthcare, ha confrontato la camminata su una superficie sabbiosa con quella effettuata su una superficie piana, valutando soprattutto emoglobina glicata, indice di massa corporea, circonferenza della vita e qualità della vita.
Lo studio ha coinvolto 66 partecipanti, divisi casualmente in due gruppi composti da 33 persone ciascuno. Un gruppo ha seguito un programma di camminata sulla sabbia, mentre l’altro ha praticato la stessa attività su una superficie regolare. Entrambi i gruppi hanno svolto esercizio a intensità moderata per 30 minuti, tre volte alla settimana, per quattro mesi. Tutti i partecipanti hanno inoltre ricevuto indicazioni alimentari personalizzate, finalizzate alla gestione del diabete e al controllo della quantità e della qualità degli alimenti consumati.
L’obiettivo era verificare se la camminata sulla sabbia potesse produrre benefici superiori rispetto alla camminata tradizionale nei principali parametri metabolici e nella qualità della vita. Gli autori ricordano che l’attività fisica regolare e un’alimentazione adeguata rappresentano componenti importanti della gestione del diabete di tipo 2. La camminata è generalmente considerata un esercizio accessibile, ma una superficie morbida e irregolare come la sabbia può modificare il lavoro muscolare e ridurre alcune forze di reazione articolare, risultando potenzialmente utile anche per persone con problemi articolari lievi o moderati.
I risultati
Al termine dei quattro mesi, il gruppo che aveva camminato sulla sabbia ha mostrato valori medi migliori rispetto al gruppo che aveva camminato sulla superficie piana. L’emoglobina glicata è risultata pari a 7,32 nel gruppo della sabbia, contro 8,38 nell’altro gruppo. Anche l’indice di massa corporea ha evidenziato una differenza significativa, con un valore medio di 25,77 contro 26,80. La circonferenza della vita è stata di 92,94 centimetri nei partecipanti della camminata sulla sabbia, rispetto a 98,12 centimetri nel gruppo di confronto.
Un risultato significativo è emerso anche per la qualità della vita. I partecipanti che avevano seguito il programma sulla sabbia hanno raggiunto un punteggio medio di 91,48, mentre quelli che avevano camminato su una superficie regolare hanno ottenuto 112, con una differenza statisticamente significativa secondo l’analisi riportata dagli autori. Nel complesso, i ricercatori hanno quindi osservato miglioramenti statisticamente significativi nei quattro parametri considerati dopo il periodo di intervento.
La ricerca è stata organizzata come studio multicentrico della durata di 16 settimane. I partecipanti e i terapisti non potevano essere tenuti all’oscuro del tipo di esercizio assegnato, poiché la differenza tra sabbia e superficie piana era evidente. Gli operatori incaricati di valutare gli esiti, invece, erano all’oscuro dell’assegnazione dei partecipanti ai gruppi. Il protocollo è stato approvato dall’ente di ricerca dell’Università di Majmaah e i partecipanti hanno fornito il consenso informato scritto.
Le conclusioni
Gli autori concludono che quattro mesi di camminata regolare sulla sabbia, accompagnata dal controllo alimentare, sono stati associati a differenze significative nei livelli di emoglobina glicata, nell’indice di massa corporea, nella circonferenza della vita e nella qualità della vita rispetto alla camminata su una superficie piana. Il lavoro aggiunge quindi dati sull’impiego della camminata sulla sabbia come possibile componente di un programma di esercizio rivolto alle persone con diabete di tipo 2 e sovrappeso, mantenendo centrale anche il ruolo dell’intervento alimentare.
I ricercatori hanno reclutato i partecipanti attraverso archivi ospedalieri e centri sanitari, oltre che tramite il reparto di fisioterapia di un ospedale universitario. Il percorso prevedeva anche raccomandazioni dietetiche rivolte alla gestione del diabete, con attenzione ai carboidrati, alla distribuzione dei pasti e alla limitazione di alcuni alimenti ad alto indice glicemico. La combinazione tra attività fisica e alimentazione controllata costituiva dunque una parte integrante dell’intervento sperimentale.
Nel lavoro viene inoltre ricordato che il diabete di tipo 2 è una patologia metabolica molto diffusa e associata a numerose complicanze quando non viene adeguatamente controllata. Gli autori sottolineano che l’esercizio fisico può favorire il controllo della glicemia e contribuire alla riduzione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare. La camminata sulla sabbia viene presentata come un’alternativa alla superficie rigida, con caratteristiche che possono modificare lo sforzo richiesto durante il movimento.
Il lavoro è stato condotto tra gennaio 2017 e settembre 2019. Il finanziamento è arrivato dalla Deanship of Scientific Research, mentre gli autori hanno dichiarato di non avere conflitti di interesse. I risultati, secondo le conclusioni dello studio, sostengono l’associazione tra il programma di camminata sulla sabbia e i miglioramenti osservati nei parametri analizzati dopo quattro mesi di trattamento complessivo nei pazienti studiati.
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento