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Amanda Sandrelli: “Massimo Troisi? Nessun corteggiamento ma ci siamo piaciuti molto. Due giorni dopo la morte di papà recitavo”

Amanda Sandrelli: “Massimo Troisi? Nessun corteggiamento ma ci siamo piaciuti molto. Due giorni dopo la morte di papà recitavo“. Amanda Sandrelli su Massimo Troisi, il primo film (Non ci resta che piangere ‘, e non solo. L’attrice 61enne, figlia di Stefania Sandrelli e Gino Paoli ne parla in una intervista a ‘Il Messaggero’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Amanda Sandrelli racconta che tutto è iniziato con una telefonata del produttore Mauro Berardi, che le disse: «Roberto Benigni e Massimo Troisi stanno vedendo delle ragazze per un nuovo film». Era Non ci resta che piangere, e lei, che aspettava l’orale della maturità del 25 luglio, rispose subito. Ricorda: «Berardi mi disse: “Non ti preoccupare, il film comincia il 27”. Gli ho risposto: vengo, ma non so fare niente».

Amanda Sandrelli: “Massimo Troisi? Nessun corteggiamento ma ci siamo piaciuti molto”

Ripensando ai primi incontri con Benigni e Troisi, Sandrelli spiega che li aveva già conosciuti a una festa a casa di sua madre, Stefania Sandrelli. «Mi piacevano molto, con loro mi sentivo a mio agio. A quell’età ero una fricchettona, alle feste preferivo le piazze, dove suonavo la chitarra», racconta. Proprio da quell’occasione nacque l’idea di sceglierla per interpretare Pia, una quindicenne rinascimentale: «Io ero un po’ più grande ma avevo il fisico da ragazzina, tondina con i capelli lunghissimi, bianca come un cencio perché avevo dovuto studiare».

Sul set, la lavorazione era completamente libera. «Non c’era una vera sceneggiatura, solo un canovaccio», ricorda. Ogni mattina, in roulotte, si provava. Benigni le suggeriva: «“Hai presente come fanno i bambini pur di non smettere di parlare?”». Troisi aggiungeva: «“Mi piacerebbe che Pia avesse un tormentone”». Lei non sapeva nemmeno cosa volesse dire tormentone, ma grazie al suo orecchio musicale nacque il celebre «Provare, provare, provare».

Amanda Sandrelli: “Due giorni dopo la morte di papà recitavo”

Nonostante non avesse mai recitato, non provò alcuna paura. «Mi affidavo a loro, che erano due geni, non avevo alcuna ansia da prestazione», dice. Ancora oggi, riguardandosi, si piace: «Mentre quello che ho fatto nei due-tre anni seguenti non posso nemmeno rivederlo».

Sul set non ci furono tentazioni sentimentali, ma un clima di grande complicità. «No! Roberto mi faceva serenate al trucco», racconta, iniziando da “Amanda” e improvvisando fino a farsi cacciare dal truccatore perché faceva ridere tutti. «Massimo era dolce e spiritosissimo. Non c’è stato corteggiamento ma ci siamo piaciuti tanto». E ricorda la scena di Yesterday: «Nessuno sapeva che lo avrebbe fatto e quando si è messo a cantare è stato durissimo rimanere seria».

Finito il film, l’estate fu altrettanto speciale. «Sono andata in Grecia, a Skiatos in tenda, con Antonio, il mio ragazzo dai 15 ai 23 anni». Lì ricevette la telefonata della madre che le annunciava la promozione. Tornata in Italia, si iscrisse a Lettere moderne, «ma non ho fatto neanche un esame». Poi uscì il film: «È stato un botto e sono iniziate ad arrivare proposte».

Pur essendo figlia di Stefania Sandrelli, non aveva mai pensato al cinema. «Il set di Non ci resta che piangere più volte si è dovuto fermare perché tutti ridevano», dice. Ma da bambina, seguendo sua madre, lo trovava noioso. Diverso era il palco di suo padre, Gino Paoli: «Capivo benissimo l’emozione che si può provare in quel momento».

Con il padre, scomparso lo scorso marzo, ricorda anni di vacanze in barca. «Le ho fatte per cinque anni, da quando a otto sono andata a vivere a Milano con lui». Erano giornate di pesca e apnea: «Andava sott’acqua fin da bambino, a caccia di cernie e acciughe. Sempre in apnea, per fortuna a un certo punto si è convinto a usare le bombole».

E anche dopo la sua scomparsa, Amanda ha continuato a recitare. «Due giorni dopo la scomparsa, recitavo», dice. «Ma in scena non stai male, era l’unica ora in cui mi sentivo bene, senza pensieri».

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