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Sabrina Impacciatore: “Un’altra madre? Un aspetto mi ha commossa. Amore? Prima di morire voglio poter dire una frase a me stessa”

Sabrina Impacciatore: “Un’altra madre? Un aspetto mi ha commossa. Amore? Prima di morire voglio poter dire una frase a me stessa”. Sabrina Impacciatore su Un’altra madre, e non solo. L’attrice romana, 58 anni, è la protagonista del thriller psicologico diretto da Francesco Carrozzini. Ne parla in una intervista a ‘Io Donna’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Sabrina Impacciatore racconta il suo ritorno in Italia dopo due anni di vita e lavoro in America, descrivendo un rientro carico di emozione. Spiega che «Molto emozionata. Tre giorni fa ho fatto il primo servizio fotografico per la presentazione di questo mio ultimo film, Un’altra madre, e sono rimasta profondamente commossa dalle grida dei fotografi che urlavano: “Bentornata, ti vogliamo qui per noi”. Mi veniva quasi da piangere, ma nello stesso tempo tutto è cambiato dentro e fuori di me».

Sabrina Impacciatore: “Un’altra madre? Un aspetto mi ha commossa”

Da qui parte una riflessione più ampia sul cambiamento personale che ha vissuto durante la sua esperienza americana, sottolineando come, pur sentendosi la stessa persona, la sua visione del mondo si sia ampliata. Racconta che «Sono la stessa, ma la mia visione si è ampliata, sono cambiati i miei sogni, la mia prospettiva su tutto, dalla recitazione alle dinamiche professionali, perché l’Italia e l’America sono due pianeti diversi. Ora sono in Italia, questa è la mia terra, il mio sangue, ma sento che per me l’America è un luogo dell’anima, perché mi ha salvata più di una volta. Ha dato un significato più profondo alla mia vita, che io considero quasi mistico. Quindi questo legame non è dovuto al successo professionale, ma a nuove prospettive per la mia vita intera».

Proprio questo riferimento al “mistico” apre un’altra parentesi, in cui l’attrice chiarisce che «Non vorrei sembrare completamente pazza, però non è un caso che la mia vita sia così miracolosa: io mi sento al servizio di qualcosa di più grande, sento di dovere veicolare importanti messaggi di amore. Il più immediato: credo di essere un esempio incredibile per le donne in un mondo professionale governato da un maschilismo endemico. Ho fatto tutto da sola, interamente da sola, senza avere un uomo di fianco o qualcuno che mi proteggesse, da Roma a Hollywood: la mia è una storia che può essere di ispirazione alle ragazze che hanno dei sogni e che hanno il diritto di affermarsi».

Sabrina Impacciatore: “Amore? Prima di morire voglio poter dire una frase a me stessa”

Il discorso scivola poi sull’amore, un tema che per lei resta legato a un’emotività infantile e pura: «Io non penso mai di essere una persona della mia età, mi sento di essere una bambina, con un cuore di bambina, e quindi devo provare il batticuore, le farfalle nello stomaco e tutte quelle emozioni che provavo a 15 anni: quando il mio fidanzato si avvicina a me, mi sento tremare. Ho sempre creduto che i ragazzi di cui mi sono innamorata fossero degli incontri dell’anima, e ho avuto amori meravigliosi». Oggi, però, il suo desiderio è più ambizioso: «Sono molto ambiziosa. Vorrei realizzare l’amore nella forma più alta, riuscire a far agire la parte più sublime e nobile di me, perché, prima di morire, vorrei potermi dire: “Ho veramente amato e sono stata veramente amata” (si commuove e la sua voce si incrina)».

Infine, affronta il tema delle sue paure, quelle ansie che l’accompagnano da sempre e che riaffiorano anche nei momenti di successo, come sul set di Gail Daughtry, dove aveva interpretato un giorno libero come un licenziamento imminente. «Perché il mio cervello è il mio peggiore nemico, ho pensato che mi stessero mandando via e di non essere all’altezza. Mi chiedo subito: “Ho sbagliato qualcosa?”. È la paura di essere rifiutata, è parte delle mie ferite […] Questa paura di essere lì, sul set, per l’ultimo giorno, questo orlo di precipizio su cui vivo, forse è ciò che mi fa dare il massimo».

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