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Upas compie 30 anni, Cavalli e Rispo: “Rotti molti tabù, soprattutto uno. Non molti sanno che è tratto da una popolare soap”

Upas compie 30 anni, Cavalli e Rispo: “Rotti molti tabù, soprattutto uno. Non molti sanno che è tratto da una popolare soap”. Upas compie 30 anni, e per l’occasione Marina Giulia Cavalli (la dottoressa Ornella Bruni) e Patrizio Rispo (che interpreta il portiere Raffaele Giordano), raccontano alcuni retroscena sulla soap da record targata Rai3 in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Marina Giulia Cavalli e Patrizio Rispo ripercorrono l’incredibile viaggio iniziato il 21 ottobre 1996, quando Rai3 trasmetteva la prima puntata di “Un posto al sole”. Rispo sintetizza così l’impatto di questo traguardo: «30 anni in cui abbiamo affrontato di tutto e di più, Covid compreso… Noi siamo rimasti e abbiamo continuato a tenere compagnia al pubblico. Già questo è un risultato straordinario». Cavalli precisa che per lei gli anni sono 25, non 30, perché Ornella è arrivata nel 2001, e racconta divertita: «A me sembra che siano volati. Mi capita di rivedere sui social spezzoni di puntate di tanti anni fa e ci sono cose di cui non ricordo nulla (ride)».

Riflettendo sul rapporto con il pubblico, Rispo sottolinea il senso di responsabilità che deriva dall’essere parte di un rito quotidiano: «Ci onora essere parte di questa grande famiglia. E ci sprona a dare non solo il massimo, ma anche il buon esempio a chi ci segue a casa». Da qui approfondisce il modo in cui ha costruito il suo personaggio, Raffaele: «All’inizio doveva essere vestito come i portinai delle commedie di Eduardo De Filippo. Ci ho tenuto a imborghesirlo proprio perché, trattandosi di un personaggio popolare, doveva essere di esempio. Ci crede che ancora oggi, dopo 30 anni, mi arrivano i copioni in cui Raffaele sbaglia i congiuntivi? Con gli sceneggiatori mi sono sempre rifiutato perché il mio personaggio è tutt’altro».

Upas compie 30 anni, Cavalli e Rispo: “Rotti molti tabù, soprattutto uno”

La coppia formata da Raffaele e Ornella ha spesso anticipato i tempi, rompendo tabù e raccontando l’amore in tutte le sue forme. Cavalli lo conferma: «Senz’altro. Basti pensare quanto fece scalpore l’idea che un portiere si sposasse con una dottoressa. Ed è importante anche ribadire che si può amare a tutte le età. Nella vita, poi, ci sono tante altre cose, come il lavoro e la realizzazione personale: non si vive di soli sentimenti. Anche se spesso Raffaele e Ornella tengono banco per le loro vicissitudini amorose…».

Il loro legame professionale affonda le radici nel 1987, quando si conobbero a Torino. Cavalli ricorda: «Io ero la cantante di un gruppo rock e di giorno frequentavo la scuola di recitazione. Patrizio girava l’Italia come attore teatrale. Ci siamo subito presi in simpatia». Rispo aggiunge un ritratto vivido di quegli anni: «Erano anni straordinari. Avevo amici sparsi per tutto il Paese, dormivo a terra o sui loro divani, ma ci siamo divertiti tanto. Conobbi Marina Giulia grazie a un amico in comune. Non è mai successo nulla tra noi. Sono quasi 40 anni che ci lega una sincera amicizia, fatta di tante vacanze assieme alle nostre famiglie».

Parlando del successo della soap, Rispo rivela un dettaglio sorprendente: «Sa che la guardano anche in Cina e in Africa? Non molti sanno che “Un posto al sole” è tratto da “Neighbours”, popolare soap australiana. I produttori vennero più volte a Napoli a conoscerci perché in “Upas” abbiamo arricchito il racconto inserendo la cronaca e l’attualità. Siamo diventati un caso di studio internazionale». Cavalli aggiunge un punto fondamentale: «“Un posto al sole” ha sempre raccontato la realtà. E mi lasci dire un’altra cosa: è grazie a “Upas” che l’industria delle fiction è arrivata a Napoli, dando il via a serie come “Gomorra”, “Mare fuori” e a tanti altri successi. Agli inizi “Upas” era visto come un progetto folle».

Upas compie 30 anni, Cavalli e Rispo: “Non molti sanno che è tratto da una popolare soap”

Negli anni ’90, il genere soap era spesso associato alla telenovela, e non mancavano pregiudizi. Rispo ricorda: «Ricordo che sul treno da Roma a Napoli con Luigi Di Fiore ci dicemmo che quello sarebbe stato l’ultimo provino. Se non fosse andato in porto avremmo aperto una tabaccheria. Invece abbiamo avuto la fortuna di essere presi perché c’erano pochi raccomandati (ride)». Cavalli racconta la sua scelta di trasferirsi temporaneamente a Napoli: «Mi dissi: “Perché no?” e così iscrissi lì mia figlia Arianna alle scuole elementari. Per un po’ il rinnovo fu di anno in anno… e dopo 25 anni sono ancora a Napoli! L’unico rimpianto è che non ho mai comprato casa (ride)».

Guardando al futuro, Rispo confessa un desiderio artistico: «Oggi mi piacerebbe sorprendere il pubblico con un personaggio nuovo, magari un cattivo». Cavalli invece sogna un’esperienza internazionale: «Mi sono appassionata alle serie spagnole. Sogno un bel ruolo in una serie internazionale, magari a sfondo storico per indossare bei costumi d’epoca».

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