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Valentina Lodovini: “Preoccupata per il cinema italiano. Differenze tra uomini e donne agghiaccianti. Ho superato la mia crisi bevendo e fumando”

Valentina Lodovini: “Preoccupata per il cinema italiano. Differenze tra uomini e donne agghiaccianti. Ho superato la mia crisi bevendo e fumando”. Valentina Lodovini preoccupata per il cinema italiano, il gap di genere, la crisi personale, e non solo. L’attrice umbra, 48 anni, parla a cuore aperto in una intervista a ‘La Stampa’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Valentina Lodovini apre la sua riflessione sullo stato del cinema italiano spiegando che, secondo lei, oggi mancano alcuni elementi fondamentali per farlo crescere. Lo sintetizza così: «Originalità e idee, coraggio e spazio. Bisogna sostenere gli indipendenti, fare rete e privilegiare i giovani registi. Ricordando tutti che il cinema è l’identità di un Paese».

A questo si collega la discussione sulla presenza femminile nei festival, in particolare sul fatto che a Venezia ci sia una sola regista in concorso. Lodovini chiarisce che la qualità dei film non dipende dal genere di chi li realizza, ma riconosce una disparità evidente. «I film si dividono tra belli e brutti, il genere di chi li fa è secondario. Ma è innegabile la difficoltà che fanno le donne, nel nostro settore c’è una minoranza agghiacciante, gli stipendi sono diversi. Perché continuiamo a fare tanta paura? C’è quasi un’involuzione, alla fine quello che si chiede è la parità. La difficoltà nell’entrare nel sistema c’è e nell’essere prese sul serio anche. I passi indietro spaventano».

Valentina Lodovini: “Preoccupata per il cinema italiano”

Racconta poi che queste dinamiche le vive personalmente, nonostante una carriera solida e il rispetto ricevuto. Lo dice chiaramente: «Sì, nonostante il privilegio e il rispetto sempre ricevuto, devo lottare più ora di anni fa per essere presa sul serio e far sentire la voce. Se c’è un gruppo di maschi e tu sei l’unica donna non ti danno spazio».

Parlando dei registi con cui le piacerebbe lavorare, Lodovini sottolinea la ricchezza dello sguardo degli autori italiani e cita alcuni nomi che ammira. «Abbiamo autori e autrici con uno sguardo unico, penso a Valeria Golino e Carolina Cavalli. All’estero sogno di lavorare con Paul Thomas Anderson, Xavier Dolan, Isabel Coixet, Cristian Mungiu».

Passando ai progetti imminenti, racconta che nel film Mari (dos) interpreterà una donna bigama, spiegando con ironia: «Sì, ma i due uomini non ne fanno uno. L’abbiamo girato a L’Aquila con Corrado Guzzanti e Edoardo Pesce». Subito dopo anticipa anche l’uscita di È andata così, prevista per novembre, dove interpreta Cecilia. Lo descrive così: «Interpreto Cecilia, mamma single con dei problemi. Tre uomini della sua vita sono convinti che abbia bisogno di loro per risolverli».

Valentina Lodovini: “Ho superato la mia crisi bevendo e fumando”

Alla domanda sull’attore con cui ha più feeling, Lodovini risponde senza esitazioni: «Claudio Bisio. Abbiamo fatto tanti film insieme, tutti diversi. Mi sento al sicuro con lui, è un amico». Riflette poi sul passare del tempo e sul rapporto con la bellezza, spiegando di non aver mai cercato di fermarlo artificialmente. Lo racconta così: «Mai fatto nulla sul volto per fermarlo, ho un buon Dna, tuttora mia madre viene ricordata come la più bella del paese. Alla bellezza non penso, trovo che il fascino sia dappertutto, in un taglio di capelli, una dentatura imperfetta, un modo di camminare».

Confessa anche che all’inizio della carriera ha dovuto difendersi dalla bellezza per evitare pregiudizi. «All’inizio sì, non volevo pensassero che non fossi brava. Non ho fatto della bellezza il perno della carriera. Mi sento amata dal pubblico e mi piace pensare che la bellezza stia nel regalare emozioni». Racconta poi che non le capita che le chiedano se le manca un figlio, precisando: «Mai, né giornalisti né parenti, sono molto rispettata. Non è una domanda legittima. Ognuno fa ciò che vuole, se ha voglia di raccontare i fatti propri bene, altrimenti no. A un uomo non si chiederebbe mai, viene sempre chiesto solo alle donne, mi pare antico».

Infine, parlando delle crisi personali, racconta come le ha affrontate nel corso degli anni. Lo descrive con sincerità: «Andando in fondo al buio. A volte bevendo, fumando, spalmata sul divano a fissare il muro. Poi facendomi aiutare. Da un’amica, dallo yoga, da una camminata nella natura, da una mostra, un film. L’arte è terapia». Una chiusura che restituisce la complessità e la forza del suo percorso umano.

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