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Finto ginecologo abusava delle pazienti: “Pratiche shock”. Il racconto agghiacciante di una donna

Finto ginecologo abusava delle pazienti: “Pratiche shock”. Il racconto agghiacciante di una donna. Una donna che si era recata in una clinica privata di Buenos Aires, in Argentina, per sottoporsi a due esami diagnostici, ha denunciato di essere stata vittima di un abuso durante le procedure. Secondo la ricostruzione giudiziaria, l’operatore che le ha eseguite si presentava come medico, ma era in realtà un finto ginecologo, privo di qualsiasi abilitazione professionale.

La vicenda risale all’aprile del 2025, quando la paziente aveva cercato assistenza per un’infezione al seno che le provocava febbre e dolore. Dopo aver tentato senza successo di ottenere un appuntamento tramite il servizio sanitario pubblico, aveva scelto una clinica vicina alla propria abitazione. Lì era stata visitata da un ginecologo regolarmente abilitato, che le aveva prescritto un’ecografia mammaria e una transvaginale da effettuare nella stessa struttura.

Il giorno fissato, la donna aveva pagato circa 14 euro per ciascun esame, equivalenti ai 16.000 pesos argentini richiesti. Una volta accompagnata nella stanza, aveva notato che si trattava di uno studio dentistico adattato, privo di spazi dedicati alla privacy. L’operatore le aveva indicato una poltrona e le aveva chiesto di spogliarsi senza fornirle alcun indumento per coprirsi.

La condanna

Durante l’ecografia al seno, la paziente aveva osservato un uso eccessivo di gel e un atteggiamento che l’aveva messa a disagio. La situazione era peggiorata con l’avvio dell’ecografia transvaginale: l’uomo era rimasto nella stanza mentre lei si spogliava, aveva preparato il dispositivo con un preservativo e lo aveva inserito, mantenendo un comportamento che la donna aveva definito mortificante.

Secondo la sentenza federale, l’inganno sulle qualifiche dell’operatore è stato determinante nel consenso della paziente, che aveva accettato gli esami credendo di trovarsi davanti a un professionista. Il tribunale ha riconosciuto l’abuso sessuale con penetrazione, oltre ai reati legati all’esercizio illegale della professione e all’uso di documenti falsificati. L’uomo esercitava senza abilitazione dal 2014.

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