Creata in laboratorio la puzza più disgustosa di sempre: mix (letale) tra otto sostanze chimiche. La combinazione di otto sostanze chimiche accuratamente selezionate ha dato origine a quella che è consideratala puzza più disgustosa di sempre creata dall’uomo. Questo composto, chiamato “US Government Standard Bathroom Malodor” (odore standard per bagni del governo statunitense), venne sviluppato alla fine degli anni Novanta dalla ricercatrice Pamela Dalton con l’obiettivo di individuare una miscela capace di suscitare repulsione nella maggior parte delle persone.
Il progetto fu finanziato da agenzie governative statunitensi e nacque per creare un parametro di riferimento utile a testare deodoranti, profumatori per ambienti e sistemi destinati all’eliminazione degli odori. La miscela, riconosciuta dal Guinness World Records come la più maleodorante al mondo, non derivava da un incidente o da residui industriali, ma da una progettazione accurata.
Dalton e il suo gruppo di ricerca analizzarono composti associati alla decomposizione dei rifiuti, alla carne in putrefazione e alle feci umane, arrivando a una formula in grado di provocare nausea e lacrimazione quasi immediatamente dopo l’esposizione. Secondo quanto riportato da Muy Interesante, il lavoro è stato documentato dai media e citato in studi dedicati alle tecnologie olfattive.
Durante le prove sperimentali, diversi volontari esposti alla miscela riferirono sintomi come nausea, lacrimazione, forti conati di vomito e difficoltà respiratorie. Alcuni tentarono di lasciare la stanza, altri reagirono con imprecazioni o pianto. L’intensità delle reazioni confermò l’efficacia del composto come standard di riferimento per valutare la capacità di neutralizzazione degli odori da parte di deodoranti e sistemi di ventilazione.
Puzza più intensa mai sentita
Pamela Dalton descrisse l’odore come molto più intenso di qualsiasi esperienza quotidiana legata ai rifiuti umani. La ricerca evidenzia anche le basi biologiche del disgusto provocato da determinati odori. Composti come il solfuro di idrogeno, associato alle uova marce, l’acido butirrico presente nel latte deteriorato, e sostanze come scatolo e indolo contenute nelle feci, vengono interpretati dal cervello come possibili minacce biologiche.
Questo meccanismo, sviluppatosi nel corso dell’evoluzione, ha aumentato per milioni di anni le probabilità di sopravvivenza permettendo di evitare cibi contaminati, carcasse e acqua non sicura. Una delle principali sfide affrontate dal team era creare un odore universalmente ripugnante, indipendentemente dal contesto culturale.
Dopo anni di sperimentazione venne raggiunto l’obiettivo, ma i ricercatori decisero di procedere oltre. In una fase successiva unirono la miscela a un altro preparato noto informalmente come “Who Me?”, famoso tra gli specialisti per la somiglianza con cibo marcio e cadaveri in decomposizione. Nacque così la cosiddetta “Stench Soup”, una combinazione che riuniva diversi fattori biologici in grado di scatenare repulsione.
Lo scopo della ricerca non era provocare sofferenza, ma comprendere le reazioni del cervello agli odori estremi e migliorare gli strumenti per contrastarli. I risultati hanno trovato applicazione nello sviluppo di deodoranti, prodotti per la pulizia e sistemi di ventilazione destinati ad ambienti chiusi e luoghi ad alta concentrazione di persone. Lo studio ha inoltre mostrato come l’olfatto resti uno dei sensi più primitivi del cervello umano, capace di evocare ricordi, emozioni e risposte fisiche immediate attraverso semplici molecole disperse nell’aria.
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