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Monica Bellucci: “Ketticè? Fortunatamente sono molto diversa dal mio personaggio. Voglio dare un consiglio ai genitori”

Monica Bellucci: “Ketticè? Fortunatamente sono molto diversa dal mio personaggio. Voglio dare un consiglio ai genitori”. Monica Bellucci su Ketticè, e non solo. L’attrice umbra, 61 anni, è tra i protagonisti del film scritto e diretto da Giovanni Tortorici, nelle sale da domani, giovedì 3 settembre. Ne parla in una intervista a ‘Il Giornale’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Monica Bellucci racconta che lavorare con il giovane regista trentenne Giovanni Tortorici è stato un incontro felice: «Molto bene. Ho amato l’ironia di una storia che sa essere anche molto seria quando tocca il tasto del rapporto tra figli e genitori». Da qui si apre la descrizione del personaggio che interpreta nel film, una madre inquieta, disorientata, perfino velleitaria, che lei stessa definisce così: «Sono prigioniera di un ruolo sociale ambiguo, tutto apparenza e poca sostanza. Tuttavia sono stata onorata del personaggio che ho interpretato anche se fortunatamente è molto lontano da me».

Monica Bellucci: “Ketticè? Fortunatamente sono molto diversa dal mio personaggio”

La sua Vittoria appare anche come una moglie trascurata, un ritratto che Bellucci conferma: «In un certo senso è così. Il ritratto di un ceto medio-alto, prigioniero dei suoi schemi». Uno schema che si riflette anche nel parallelo con adolescenti provenienti dagli strati più bassi, come Ketty, la protagonista del film: «Sono una donna incasellata in una serie di schemi da cui non sono capace di uscire».

Nonostante le apparenze, Vittoria promette fuoco e fiamme, ma Bellucci chiarisce subito la natura di quella minaccia: «Solo a parole, però. Minaccio di andarmene e di abbandonare un figlio che mi delude e un marito invisibile e inetto ma si capisce fin dalle prime sfuriate che Vittoria, cioè io, non sarebbe mai capace di quel gesto estremo».

Una tensione che si riflette anche nel rapporto con Giulio, il figlio interpretato da Salvatore Gallina, verso cui la madre mostra un’aggressività esasperata: «Sono una mamma disgustata dall’apatia di un ragazzo cui non interessa lo studio e passa le sue giornate a fumare spinelli con una coetanea che nemmeno è la sua fidanzata. E che pure le compagne di scuola dileggiano e disprezzano. Forse con quella cattiveria dei più giovani, spesso immotivata e figlia solo di dicerie e pettegolezzi».

Monica Bellucci: “Voglio dare un consiglio ai genitori”

Il confronto con la sua esperienza personale arriva naturale: Bellucci spiega che con Deva e Léonie non ha mai perso le staffe come accade nel film con Giulio: «Assolutamente no. Quello di Vittoria è un atteggiamento forzato e sopra le righe. So che se mi fossi comportata in quel modo con le mie figlie avrei soltanto peggiorato il rapporto con loro». Da qui nasce anche un consiglio ai genitori, che lei sintetizza così: «Indubbiamente. Capisco che molte volte venga la tentazione irrefrenabile di alzare i toni. Con gli adolescenti, soprattutto. Tuttavia, mantenere la calma è meglio. E paga di più».

Infine, parlando delle sensazioni che porterà con sé dall’esperienza a Locarno, Bellucci racconta un’impressione limpida e positiva: «Impressioni molto positive. Per la prima volta ho trovato un festival di prestigio che si pone dalla parte del pubblico e non degli addetti ai lavori. E io stessa mi sento in primo luogo una spettatrice».

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