Messico, ucciso il sicario 15enne Chuchito Nini: l’operazione della polizia contro il cartello di Los Reyes. La polizia messicana ha ucciso il sicario 15enne Chuchito Nini che, secondo la polizia, agiva come sicario per un cartello della droga in Messico. Il ragazzino è stato ucciso durante uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine nello stato di Michoacán.
Secondo la Procura Generale del Michoacán, il giovane guidava una squadra di sicari e sfruttava i social media per mostrarsi armato e reclutare altri adolescenti per il cartello, trasformando la propria immagine da semplice tifoso del Chivas de Guadalajara a figura paramilitare. Gli inquirenti sostengono che il 15enne fosse anche la guardia del corpo personale di suo zio, Luis Barragán, 39 anni, conosciuto come “El R-5”, capo del cartello di Los Reyes, ricercato dagli Stati Uniti per traffico di droga.
Barragán è stato ucciso nello stesso scontro a fuoco. Secondo la ricostruzione della autorità messicane, la scorsa domenica, 30 agosto, le truppe dell’esercito, Guardia Nazionale, Procura del Michoacán e della polizia statale stavano conducendo un’operazione congiunta dopo aver ricevuto informazioni di intelligence sulla posizione di Barragán. Giunte in un ranch nel comune di Tocumbo, le forze dell’ordine sono state accolte da colpi d’arma da fuoco, che hanno innescato uno scontro che ha portato alla morte del boss e del nipote.
Ricercato dagli Usa
Le prime foto del ragazzo sui social lo ritraevano come un semplice appassionato di calcio, ma negli anni la sua immagine è cambiata radicalmente, fino a diventare quella di un giovane armato e inserito nella struttura del cartello. L’analista di sicurezza David Saucedo ha spiegato al “NY Post” che la storia di “Chuchito Nini” riflette quella di molti adolescenti coinvolti nei cartelli, spesso all’interno di vere e proprie imprese familiari dove la successione dinastica è la norma. In questo caso, il minorenne non avrebbe subito un reclutamento forzato, ma sarebbe cresciuto direttamente nella cerchia ristretta di un boss.
Gli Stati Uniti avevano offerto una ricompensa di 3 milioni di dollari per Barragán, accusato nel 2023 da un tribunale federale del Distretto di Columbia di reati legati al traffico di droga e armi. Secondo le autorità, era il sicario di punta dei Carteles Unidos prima di diventare boss dopo la cattura, ad agosto, di Alfonso Fernández, detto “Poncho la Quiringua”.
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