Uccide la figlia neonata di 24 giorni e poi lancia una raccolta fondi per le spese del funerale: era già stato condannato per maltrattamenti su minore. Un uomo di 35 anni uccide la figlia neonata di 24 giorni e poi lancia una raccolta fondi per le spese del funerale. È successo a Cincinnati, nello Stato americano dell’Ohio. L’uomo è detenuto presso il carcere, accusato di omicidio, aggressione aggravata e maltrattamenti su minori.
La polizia lo ha arrestato giovedì, dopo una chiamata che segnalava una bambina priva di sensi. I vigili del fuoco hanno trasportato la neonata in ospedale intorno alle 20:45 del 5 settembre. La piccola è poi morta il giorno successivo a causa delle ferite.
L’ufficio del medico legale ha diffuso i risultati preliminari, mentre la polizia ha definito sospetta la morte. Secondo la denuncia penale, la neonata aveva riportato un grave trauma cranico, con frattura del cranio ed emorragia cerebrale, che sarebbe stato provocato da violenza fisica.
La raccolta fondi lo stesso giorno
Il giorno della comunicazione del decesso è stata avviata una raccolta fondi destinata alle spese del funerale della bambina. L’uomo aveva ricevuto una condanna per aggressione aggravata e maltrattamenti su minori in relazione a un episodio del 2015 che aveva coinvolto il figlio, allora neonato.
In quell’occasione era rimasto solo con il bambino mentre la moglie era uscita. Aveva ammesso alla polizia di averlo gettato su un fasciatoio, provocandogli un’emorragia subdurale, una lesione cerebrale, emorragie retiniche e fratture alle gambe. Al ritorno della moglie, il bambino aveva le labbra e il viso blu e non dava segni di vita.
L’uomo aveva riferito agli investigatori di averlo sollevato con troppa forza e di averlo fatto rimbalzare con una forza valutata «8 su 10». Aveva inoltre anche raccontato di essersi sentito frustrato mentre gli cambiava il pannolino. Nel gennaio 2017 una giuria lo aveva dichiarato colpevole e condannato a tre anni di carcere, con 83 giorni scontati. Era stato rilasciato nel dicembre 2018 e aveva poi scontato il resto della pena in libertà vigilata.
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