Finge di testare il Wi-Fi e invia al suo cellulare il video hot di una cliente: tecnico del controllo fibra arrestato. Un tecnico che stava controllando la fibra in un’abitazione, fingendo di testare il Wi-Fi, ha inviato al suo cellulare il video hot di una cliente, ma è stato scoperto e arrestato.
L’uomo, dipendente di un gruppo di servizi informatici che operava per un provider di rete, è stato fermato nella sua abitazione in California l’11 settembre, dopo che la polizia ha ricostruito quanto accaduto durante un intervento tecnico. Le accuse riguardano furto con scasso in un’attività commerciale, condivisione non autorizzata di immagini sessualmente esplicite e accesso illecito a un dispositivo elettronico.
La segnalazione è partita il 9 settembre, quando una cliente ha scoperto che un video intimo inviato al proprio partner era stato inoltrato anche a un altro numero tramite un servizio di messaggistica. La donna ha trovato la traccia del messaggio sul tablet, mentre sul telefono non risultava più perché era stato cancellato. Verificando il numero, ha capito che apparteneva al tecnico intervenuto in casa sua.
Lo stratagemma per rubare il video
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe inviato il video mentre chiedeva di usare il telefono della cliente per “testare il segnale Wi-Fi”. Dopo circa 10-15 minuti, la cliente lo aveva controllato senza però riuscire a vedere cosa stesse facendo con il dispositivo. Il tecnico avrebbe adottato uno stratagemma, sostenendo di dover verificare la qualità del segnale in tutte le stanze, così da potersi muovere liberamente nell’abitazione e avere il tempo necessario per accedere ai contenuti privati.
Gli agenti hanno spiegato che la vicenda rappresenta un monito sull’importanza di proteggere i propri dispositivi, ricordando che i telefoni contengono informazioni sensibili e che non andrebbero mai consegnati senza supervisione. Se qualcuno chiede di portarli in un’altra stanza, questo dovrebbe far scattare immediatamente sospetti.
Gli investigatori ritengono che possano esistere altre vittime e invitano chiunque abbia avuto un’interazione simile con il tecnico a contattare il reparto competente per fornire informazioni utili alle indagini (foto da archivio).
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