Drogava il figlio per farlo sembrare malato e avviare raccolte fondi: bimbo di 5 anni grave in ospedale. Arrestata la mamma. Una donna drogava il figlio per farlo sembrare malato e avviare raccolte fondi e incassare i proventi. È la vicenda al centro di un’inchiesta avviata dalle autorità in Argentina, che stanno cercando di chiarire una serie di inspiegabili problemi di salute accusati da un bambino di 5 anni durante un soggiorno in un centro sanitario.
L’ipotesi è che la madre abbia mantenuto il piccolo in condizioni di malessere mentre persone a lei vicine organizzavano raccolte di denaro per presunte cure mediche. Il bambino era stato ricoverato il 18 agosto con mal di testa, formicolio e debolezza alle gambe, dopo precedenti visite pediatriche in cui aveva lamentato disturbi gastrointestinali e pallore. I primi esami non avevano individuato la causa dei sintomi. Durante il ricovero, il piccolo aveva avuto una complicazione, seguita da un alternarsi di miglioramenti e ricadute che i medici non riuscivano a spiegare.
La madre, 34 anni, è stata accusata di lesioni aggravate dal legame familiare ed è agli arresti domiciliari dopo essersi rifiutata di testimoniare. Non esiste ancora una diagnosi che chiarisca gli episodi che hanno portato al ricovero, e l’indagine punta a stabilire se le ricadute siano dovute a una condizione medica non identificata o alla somministrazione di sostanze non previste dalla terapia.
Caso segnalato dai medici
I sospetti sono nati all’interno della clinica, dove il personale aveva notato miglioramenti del bambino in terapia intensiva, seguiti da peggioramenti dopo le visite della madre. Un’infermiera aveva nascosto un cellulare nella stanza, registrando la donna mentre manipolava la cannula del figlio. Un esame del sangue aveva rilevato sostanze non corrispondenti ai farmaci prescritti, inizialmente identificate come barbiturici.
Durante una perquisizione, la polizia aveva sequestrato una siringa vuota e i telefoni della donna e del bambino. Una successiva irruzione nell’abitazione aveva portato al ritrovamento di prescrizioni mediche intestate al minore, senza però rinvenire le sostanze sospette. Gli investigatori stanno verificando le telecamere della clinica e approfondendo l’origine e la destinazione della raccolta fondi, mentre la donna sarà sottoposta a una valutazione psicologica.
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