Juliette Lewis: “Cape Fear? Crystal è la mia componente stalker. La mia paura più grande è soprattutto una”. Juliette Lewis su Cape Fear, e non solo. L’attrice statunitense, 53 anni, è nel cast della nuova serie (una re-immaginazione del classico soggetto, in dieci episodi scritti e prodotti da Nick Antosca) targata Apple Tv. Ne parla in una intervista a ‘Io Donna’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Juliette Lewis ripercorre l’esperienza di Cape Fear, ricordando quanto fosse complesso interpretare Crystal, un personaggio sofferente e disturbato. Racconta che «Mi è piaciuto interpretare Crystal perché lo stalking e l’ossessione maniacale per altre persone sono situazioni interessanti, molto difficili da districare: le persone vivono nella propria realtà, e sono convinte di meritare il loro posto vicino a chi scelgono, ma la realtà dell’altro si frappone a questo desiderio». Da qui parte la sua riflessione sul fascino che prova verso ciò che non comprende del tutto, spiegando che «Mi piace sperimentare con tutto ciò che non comprendo appieno, per vedere se riesco a farlo mio. È uno di quei casi, quindi mi piace, mi attrae».
Juliette Lewis: “Cape Fear? Crystal è la mia componente stalker”
Proseguendo, Lewis osserva come non si sia mai tirata indietro davanti a ruoli psicologicamente estremi, che anzi sembrano stimolarla più delle parti convenzionali. Crystal, dice, le ha permesso di esplorare territori nuovi: «Crystal è sicuramente un personaggio che non avevo ancora interpretato. È la componente da “stalker” che mi affascinava: fingere di non avercela con qualcuno, pur restando ostinatamente nel suo spazio vitale. Quindi, quando Crystal appare per la prima volta – mentre Max Cady è al centro dell’attenzione con una donna – e io arrivo… be’, è come se nascondessi coltelli dietro la schiena, eppure sorrido per apparire accogliente, calorosa e disponibile. Mi piace giocare coi contrasti emotivi. Ho imparato ad approfondire sentimenti e comportamenti a me ignoti. Sono cose che mi divertono perché rispecchiano il caleidoscopio della realtà umana».
Quando si parla di paure, l’attrice spiega che le sue non riguardano gli animali, almeno non più di tanto: «No, non sono i ragni o i topi. È una cosa nuova: la morte, la morte delle persone che amo. Non la mia morte. È che… non ho più mio padre e mi prendo cura di mia madre. Sono momenti della vita inevitabili, con cui bisogna fare i conti, e affrontarli con serenità. Su un piano più trito, confesso che vedere un topo ancora oggi mi terrorizza».
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