Entra di nascosto in casa di una donna conosciuta online e piazza telecamere ovunque: 33enne scoperto e arrestato. Un uomo è stato arrestato dopo essere entrato di nascosto in casa di una donna conosciuta online e aver piazzato telecamere per spiarla. L’uomo le ha persino sostituito la biancheria intima.
Il caso, riportato da diversi media internazionali, è arrivato in tribunale con un quadro inquietante: una lunga campagna di intrusioni, sottrazioni e riprese clandestine che ha trasformato l’appartamento della vittima in un luogo violato per oltre un anno. Secondo la ricostruzione giudiziaria, l’uomo era stato condannato per ingresso illegale, furto, sfruttamento sessuale e registrazioni video non autorizzate, dopo aver perseguitato la donna per 14 mesi.
La corte distrettuale ha stabilito una pena di due anni e sei mesi, sospesa per quattro anni, permettendogli di evitare il carcere se non commetterà altri reati durante il periodo di libertà vigilata. In aula è stato spiegato che i due si erano conosciuti tramite un videogioco online nel luglio del 2023, per poi incontrarsi di persona. Quando lui aveva tentato di instaurare un rapporto sentimentale, lei lo aveva respinto.
L’accusa ha sostenuto che l’uomo avesse sottratto la chiave di casa della donna, realizzandone una copia e restituendo l’originale, ottenendo così accesso segreto all’appartamento. Tra l’agosto del 2023 e l’ottobre del 2024 sarebbe entrato più di cento volte, scegliendo momenti in cui la vittima era al lavoro o fuori casa. Una volta dentro, si tratteneva fino a due ore, consumava il cibo presente, rovistava tra documenti personali e si masturbava nella camera da letto.
Sostituiva anche le schede di memoria
In tribunale è stato riferito che aveva rubato biancheria intima e vecchie patenti di guida, sostenendo di voler osservare l’evoluzione del volto della donna nel tempo. Aveva fotografato anche il documento d’identità valido, affermando di non averlo preso per non causarle problemi. Tra gli elementi più inquietanti, l’installazione di una telecamera spia camuffata da caricatore USB nel salotto, con successive visite per sostituire le schede di memoria e visionare i filmati.
L’uomo ha dichiarato che le sue azioni fossero un “aiuto” distorto, sostenendo di aver pulito l’appartamento e riempito il frigorifero di bevande energetiche. La vittima, in una dichiarazione letta in aula, ha definito la vicenda “terrificante” e ha chiesto una punizione severa. La scoperta della telecamera l’ha spinta a rivolgersi alla polizia, che ha organizzato una trappola e lo ha arrestato quando è tornato per sostituire la scheda SD.
Il padre dell’uomo ha versato un risarcimento e ha implorato clemenza, auspicando che il figlio diventi indipendente e non ricada nel crimine. In conclusione, l’imputato ha affermato di voler chiedere scusa alla vittima, pur sapendo che gli è vietato contattarla.
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