Lina Sastri: “Maradona? L’ho conosciuto, ora interpreto sua mamma a Teatro. Mi manca un figlio e un compagno. E ho un rimpianto”. Lina Sastri su Maradona, e non solo. L’attrice e cantante napoletana, 72 anni, veste i panni della mamma del fuoriclasse argentino a Teatro. Ne parla in una intervista a ‘La Stampa’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi
Lina Sastri ripercorre il suo momento di vita con una consapevolezza nuova, quella di chi sembra aver finalmente fatto pace con se stessa. Racconta che «Ho avuto molte fortune, ho potuto attraversare i vari mondi della professione, il teatro, la musica, il cinema, ma, inspiegabilmente, sono sempre rimasta una specie di outsider, una mina vagante, forse perché non sono catalogabile, perché sono libera, e perché non ho mai fatto parte di una tribù. Avevo addosso la favola del brutto carattere, quella della rompicoglioni, che poi vuol dire sempre la stessa cosa».
A questa riflessione aggiunge una precisazione che per lei è fondamentale: «Che se sei fatta in un certo modo e sei maschio va bene, se sei fatta nello stesso modo e sei femmina, non va bene. Una vecchia cosa, che fa parte della storia dell’umanità. La verità è che io sono rimasta sempre un po’ zingarella, non ho il parrucchiere personale, non ho il truccatore, non ho lo stilista che mi segue… sono rimasta un po’ antica, soprattutto libera».
Lina Sastri: “Maradona? L’ho conosciuto, ora interpreto sua mamma a Teatro”
Una libertà che, spiega, non è in contraddizione con la sua natura più antica, anzi: «Secondo me no, la libertà è quella delle nostre madri, e noi ce la sogniamo. Loro riconoscevano all’uomo il giusto peso che aveva, ma sapevano anche benissimo che a comandare, in famiglia erano loro e quindi avevano il rispetto di tutti. Mandavano avanti la vita del nucleo familiare, che poi è quello della società e che ora si è rotto».
Ragionando sul femminismo, Sastri riconosce conquiste e perdite: «Per carità, abbiamo guadagnato tante cose, la consapevolezza, l’identità, le leggi per cui si sono battute grandi donne, come Emma Bonino. Però, piano piano, ne abbiamo perse tante altre».
Ripensa poi agli incontri che hanno segnato la sua vita, quelli che l’hanno accompagnata nelle diverse età: «Ce ne sono stati tanti, corrispondenti alle diverse età della vita. Mi vengono in mente quelli legati al Masaniello, lo spettacolo del mio debutto, a 17 anni, ricordo che ero molto povera, che desideravamo tanto un panino, ma anche che non avevamo paura di nulla, e questo si chiama giovinezza…».
Lina Sastri: “Mi manca un figlio e un compagno. E ho un rimpianto”
Quando parla di ciò che le manca, si apre con sincerità: «Un figlio, molto. Ho avuto vicende di salute per cui, a un certo punto, non ho più potuto averne. E poi mi manca un amore, non amo la solitudine, mi manca un compagno di vita, anche se poi vivere in due è difficile e io non sono una persona facile. Ho avuto grandi amori, importanti e lunghi, penso che la condivisione delle cose, il senso di protezione, l’affinità elettiva, siano cose che contano molto».
Oggi è pronta a interpretare una madre sul palco, un ruolo che le viene spesso affidato: «Sì, faccio la madre di Diego Maradona, nell’opera in musica Numero 10, e interpreto alcuni brani. Debuttiamo il 3 ottobre a Napoli, poi lo spettacolo andrà in giro. Mi chiamano molto spesso per fare le madri, anche se non lo sono… Ho conosciuto Maradona, non sua mamma, so che era una signora anziana, contadina, e che i due erano legati da un rapporto molto forte, di grandissimo affetto e connessione affettiva. Diego l’ho incontrato ai tempi del primo scudetto del Napoli, era una persona bella, mostrava quello che aveva dentro, senza filtri. Era generoso, forte, innocente, a parte il genio calcistico. Il musical racconta più l’uomo che il calciatore».
Infine, affronta il tema dei rimpianti, senza nascondere nulla: «Sì, ho detto tanti no a tanti film, in un momento in cui ero molto star. Alcuni li ho detti per amore, avevo un fidanzato che mi ha un po’ condizionato, ci sono momenti in cui pensi di avere il mondo tra le mani, senza capire che invece da un momento all’altro tutto può sparire» (foto Bruno Fontanarosa).
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