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Curiosità

Pompei – TAC sui calchi delle vittime

Nuove scoperte sui corpi del Vesuvio

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. provocò la distruzione delle città di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplontis, le cui rovine, rimaste sepolte sotto strati di pomici, sono state riportate alla luce a partire dal XVIII secolo.
Città vivaci e ricche, punto di scambio con il Mediterraneo e centri urbani di riferimento importantissimi per l’impero romano, scomparvero alla vista, sepolte sotto almeno 10 metri di materiali eruttivi.


86 i corpi ritrovati calcificati sotto la lava, immagini di vita cristallizzate.
Sottoposti a TAC , all’interno di un progetto di restauro e studio hanno rivelato nuove informazioni sulla vita dell’epoca a distanza di 2000 anni, i denti sono ancora perfettamente conservati, segno di una sana alimentazione povera di zuccheri, ma consumati per l’abitudine di tagliare e spezzare oggetti con le mandibole.


Le ossa degli scheletri appaiono invece danneggiate, segno dell’eccessiva presenza di fluoro nelle falde acquifere della zona.

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