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Lapo, la trans Patrizia: “Adora le trans, quella sera veniva da un’altra festa. Ecco come è andata…”

Patrizia racconta la serata di circa 10 anni fa, quando Lapo Elkann rischiò di morire tra le sue braccia

 

Patrizia B. all’anagrafe Donato Broco, all’epoca 53enne era assieme a Lapo Elkann la notte tra il 9 e il 10 ottobre 2005, quando il rampollo di casa Agnelli venne ricoverato in gravissime condizioni presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Mauriziano di Torino, a causa di un’overdose per un mix di oppio, cocaina ed eroina dopo una notte in compagnia di più transessuali. La trans, ormai nota, fu la prima a chiamare l’ambulanza. Ora, a distanza di 12 anni, Patrizia ha ripercorso la vicenda in un’intervista fiume rilasciata a Luca Telese nel corso della trasmissione ‘Bianco e Nero’, in onda su La7

“Lapo adora le trans, è attratto da questo mondo. Oltre al fatto di Manhattan mi sembra che sia successo anche a Parigi e Milano. Gli piace il pericolo, è un ragazzo debole, ma con un grande cuore. L’ho conosciuto per caso a Torino, era alla guida di una grande macchina. Inizialmente non mi piacque e lo mandai via. Non sapevo chi fosse, ma girava voce che c’era questo rampollo. Mi hanno spiegato come era fatto e ho capito di aver perso un buon cliente. La domenica era il suo giorno – spiega ancora Patrizia – ma Lapo frequentava altre mie colleghe, era un habitué. Quando usciva non prendeva alcuna precauzione, cambiava sempre macchina, usava addirittura modelli che dovevano ancora uscire”.

Patrizia svela anche alcuni dettagli degli incontri con il giovane rampollo della famiglia Agnelli: “Veniva verso le 11, chiedeva delle forbici e poi confezionava dei vestitini che poi noi dovevamo indossare. Di solito eravamo in tre, ci divideva i compiti. Un elemento così da solo non lo reggi tante ore, ci chiedeva di tutto”. Una serata con Patrizia poteva raggiungere cifre considerevoli. “Raramente Lapo portava soldi con sé, pagava sempre il giorno dopo, in contanti o con assegno. Una serata, a seconda di come si prolungava, poteva costare dai 2 ai 3mila euro a testa”.

Quella sera, tra il 9 e il 10 ottobre 2005, però, le cose andarono diversamente: “Veniva da un’altra festa, con me c’erano anche una brasiliana e un travestito – spiega Patrizia – quella sera, come al solito presi la sua macchina per andare a prendere i soldi. Lui mi dava il bancomat con il pin, io ritiravo i soldi. 500 euro era l’importo massimo, poi andavo a comprare cocaina. Quella notte verso la fine ebbe come un mancamento. Mi disse ‘Posso stare a dormire da te?’. La mattina mi svegliai presto, lo sentii rantolare. Provai a scuoterlo, ma niente. Quando capii che non avrebbe risposto, chiamai il 118. Poteva passare dal sonno alla morte”.

Patrizia non è mai stata contattata dai famigliari o dai legali di Lapo dopo quella notte: “Mai un ringraziamento, tranne una lettera anonima scritta su una carta elegante e con una grafia che denotava una certa età. Credo fosse una persona anziana. Fatto sta che da allora ho perso tutta la clientela, c’è stato come un connubio, Lapo-Patrizia. Da allora non l’ho mai più sentito o visto”.

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