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Cronaca

“Forza Etna e forza Vesuvio” su Facebook. Consigliera leghista condannata a 20 giorni di reclusione

Consigliera leghista condannata a 20 giorni di reclusione per aver scritto frasi razziste su Facebook

Scrisse su Facebook: “Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili”. Si chiama Donatella Galli, consigliere comunale leghista di Como. I fatti risalgono a un paio di anni fa e denunciare l’accaduto fu Angelo Pisani, noto avvocato napoletano da sempre incline a queste battaglie.

La donna è stata condannata dal Tribunale penale di Monza per propaganda di idee fondate “sulla superiorità razziale ed etnica” a 20 giorni di reclusione  e un simbolico risarcimento di un euro. A dare la notizia è lo stesso Angelo Pisani, che scrive dal suo profilo Facebook, facendo anche riferimento ai fatti accaduti sabato scorso a Napoli con la visita di Salvini:

“Salvini & dintorni: il razzismo si contesta e condanna con la legge e la cultura non con la violenza e strumentalizzazioni, sia sugli stadi che nelle piazze. Una grande lezione di dignità e giustizia anche a chi fomenta le piazze e seminando odio e violenza.

C’è chi manifesta contro il  presunto “razzismo” assaltando piazze e strade di Napoli, e poi c’è anche chi, impugnando le “armi” pacifiche del diritto e della cultura, riesce a far condannare in tribunale la leghista che aveva scritto sui social “Forza Etna” e “Forza Vesuvio …”  come faremo anche negli stadi a tutela dei valori dello sport .

E’ una grande lezione di orgoglio, dignità e senso dello Stato, quella impartita ieri dal Tribunale  Penale di Monza. Il giudice Elena Sechi ha infatti condannato la ultras della lega Nord Donatella Galli, che nel 2015 avevam denunciato, «perché – secondo il capo d’imputazione – propagandava idee fondate sulla superiorità razziale ed etnica degli italiani settentrionali rispetto ai meridionali e commetteva atti di discriminazione razziale ed etnica fondata sulla superiorità sopra indicata».

La donna è stata condannata a 20 giorni di reclusione e ad un euro di risarcimento , simbolicamente così richiesto dall’avvocato partenopeo , in favore delle parti civili costituite: me stesso, difeso dai colleghi avvocato Sergio Pisani e Bruno Locoratolo, e l’Ottava Municipalità Scampia, di cui all’epoca Angelo Pisani era presidente.

La sentenza del giudice Sechi – ribadisce un principio che forse a Napoli qualcuno ma sono la minoranza fortunatamente non ha ancora compreso: non è con il “guevarismo” di ritorno o fomentando le piazze che si contrastano i Salvini di turno, ma solo con la cultura e dialogo o in caso necessario dentro le aule di tribunale. Mi rendo conto – che perseguire le rozze esternazioni xenofobe anti-meridionali nelle aule di Tribunale sia meno comodo e non porti altrettanti voti di comizi incandescenti nei centri sociali, ma i fatti dimostrano che solo la via maestra del diritto e della cultura stronca il leghismo, producendo al tempo stesso la lezione, da mandare a memoria, di come si difenda la dignità e la storia vera di un territorio e di un popolo”.

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