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Cronaca Italia

Migranti, ragazzo ucciso da uno scafista per un diverbio per un cappellino

A Catania arrivata in porto la Phoenix con 394 migranti ed un ragazzo ucciso da uno scafista.

E’ attraccata al porto di Catania la nave “Phoenix”, della Ong Moas con 394 migranti a bordo e si fa luce sull’omicidio del giovane il cui corpo è stato recuperato dall’imbarcazione della Ong. E’ un cittadino della Sierra Leone, di età compresa tra i 21 e 22 anni, ucciso da un trafficante che voleva il suo cappellino da baseball e che lui si era rifiutato di dargli. La sparatoria sarebbe avvenuta mentre la vittima era su un gommone, secondo le testimonianze raccolte dai soccorritori delle Ong ora confermate dall’ispezione cadaverica.
Di certo si sa che il giovane è stato freddato con un colpo di arma da fuoco e questo lo ha stabilito il medico legale nominato dalla Procura di Catania che però non è riuscito a capire, al termine di un primo esame esterno, se si sia trattato di una pistola o di un fucile.
Sulla nave Phoenix è salito personale della squadra mobile della polizia di Stato delegata alle indagini dalla Procura distrettuale di Catania e un medico legale. Gli investigatori dovranno sentire i migranti e raccogliere le loro testimonianze sull’episodio perché le dichiarazioni rese a personale delle Ong non hanno valore probatorio. A bordo della nave c’è Regina Catrambone, fondatrice del Moas insieme al marito Christopher, che ieri ha reso noto l’episodio.
Sul perché del tragico gesto invece vige il massimo riserbo: alcuni testimoni e tra questi anche il fratello dell’immigrato giunto nel porto etneo senza vita, hanno riferito di un diverbio tra la vittima e uno scafista che pretendeva il suo cappellino da baseball e che lui si era rifiutato di consegnarli. Ma alla base potrebbe esserci stata una tragica reazione determinata da una incomprensione legata alla lingua. Il giovane della Sierra Leone parlava l’inglese mentre lo scafista l’arabo e dunque il giovane poi freddato potrebbe non avere compreso la pretesa dell’arabo.
Ricostruita invece la dinamica: la sparatoria sarebbe avvenuta su un gommone e il corpo è rimasto sul fondo del natante vegliato dal fratello. Poi è stato recuperato dai soccorritori.
La magistratura, che ha aperto un fascicolo, ha disposto l’autopsia.

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