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Prodi confessa: “Berlusconi fatto fuori nel 2011 soprattutto per due motivi”

Prodi, intervistato da Roberto Napoletano ripercorre i giorni della caduta del Governo Berlusconi nel 2011

Romano Prodi, intervistato nel libro dell`ex direttore del «Sole24Ore» Roberto Napoletano «Il Cigno nero e il Cavaliere bianco- Diario italiano della grande crisi» (ed. La nave di Teseo), ribadisce notizie clamorose di cui già si era parlato in passato e cioè la fine prematura del Governo Berlusconi nel 2011. Già l`ex premier spagnolo Zapatero e l’ex ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner più volte avevano descritto i termini del cosiddetto “golpe bianco”, con la regia di Giorgio Napolitano.
Oggi Il Giornale  pubblica per gentile concessioni dell’editore ampi stralci delle dichiarazioni di Romano Prodi raccolte da Roberto Napoletano.
Crisi del 2011, spread, pressioni internazionali, portarono alla caduta del governo Berlusconi. Cosa accadde veramente? quale fu la tempistica? Leggiamo dal sito del Giornale: “Mi dissero, l’Italia sta saltando, i suoi fondamentali dell’economia non giustificano minimamente il fallimento della repubblica, ma tant’è. Ricerco e ascolto altri operatori di mercato, ne traggo la conclusione che sono al lavoro le mani forti della speculazione e puntano alla disintegrazione dell’euro. Scoprirò dopo che, oltre alla diffidenza comprensibile nei confronti dell’Italia, accompagnata da una buona dose di pregiudizi, pesano sui mercati gli interessi geopolitici francotedeschi, sullo sfondo di uno storico scontro tra americani e russi dove sono in ballo energia, intelligence e sicurezza. Il giudizio unanime di condanna per l’incapacità di governare dell’esecutivo Berlusconi, logorato da un estenuante braccio di ferro tra il presidente del consiglio e il ministro dell’economia Giulio Tremonti e dal decoro violato delle istituzioni, contribuisce in modo decisivo a rendere concreto uno scenario terribile che mina le fondamenta dello stato italiano e mette a repentaglio la ricchezza privata del paese», si legge.
«Alzo ancora il telefono – sono parole dell’autore- e chiamo Romano Prodi, l’unico che ha battuto due volte nelle urne il Cavaliere e che ha un passato da presidente della commissione europea in un momento storico per il vecchio continente. Mi dice: «Sono di ritorno dagli Emirati, sentirmi salutare all’aeroporto dall’ambasciatore arabo con un bel “bunga bunga” non mi ha fatto piacere. C’è qualcosa, però, che non mi quadra in questo indignarsi collettivo, c’è qualcosa che va oltre il colore e il gossip. La mia sensazione è che questa volta i mercati vogliano far pagare a Berlusconi anche la posizione italiana a favore di Putin, di Gheddafi e della stabilità iraniana. Inoltre l’interesse tedesco per la partnership con i russi che ci danneggia, l’insofferenza americana per un’alleanza storica che reputano tradita. Purtroppo è un dato di fatto che, alla fine, l’errore della guerra della Libia lo paghiamo noi… ()».

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