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Brignano contrattacca, “La Mazzamauro mente”

Enrico Brignano, pur se non accusato direttamente dalla Mazzamauro, contrattacca mostrando la scena incriminata del film

Anna Mazzamauro aveva denunciato, qualche giorno fa, un brutto episodio di violenza subito durante le riprese del film di Fausto Brizzi Poveri ma Ricchi. L’attrice avrebbe sbagliato i tempi di una battuta ed uno dei protagonisti l’avrebbe colpita al volto procurandole la lacerazione del menisco dell’orecchio e danni permamenti.
La Mazzamauro non dice espressamente il nome dell’attore, ma nella scena incriminata compaiono solo Enrico Brignano ed un bambino.
“La Mazzamauro non ha mai fatto nomi. Fino a ieri – si sfoga Brignano – ho pensato di mantenere la calma, perché non c’è nulla da smentire e per proteggere una donna anziana quanto mia madre. Ma ora sono costretto a far vedere il filmato che dimostra che questa signora sta mentendo”.
Il mattatore romano, dopo giorni di pensati insulti sui social, ha scelto di difendersi, mostrando al Fatto Quotidiano il filmato esclusivo del ciak incriminato.
La scena mostra la famiglia Tucci (la protagonista della pellicola) che sta esultando perché ha scoperto di aver vinto 100 mila euro. Brignano alza le braccia della Mazzamauro per esultare insieme a lei, l’attrice si allontana per poi dire la sua battuta, ma nel momento sbagliato. Brignano le urla: “Non adesso”. E lei risponde: “Non ho capito”.
Si tratta di un brevissimo filmato – circa 25 secondi – fornito dalla produzione del film, la Wildside, che tuttavia non ha rilasciato la liberatoria per la sua diffusione “per paura di manipolazioni”. E nel filmato di bassa qualità (così come l’audio) della scena incriminata, non sembra essere presente alcun episodio di violenza da parte dell’attore, che si limiterebbe a redarguire Mazzamauro sui tempi di una battuta. Ma dalla clip mancano, fa notare il quotidiano, il ciak d’inizio e quello finale.
“Non c’è stata nessuna violenza, nessun referto medico, degenza, denuncia ai carabinieri che dimostri questa violenza – continua l’attore, che si dice arrabbiato con tutti, anche con la produzione -. Mancano le prove. Una donna senza timpano – si chiede Brignano – può continuare a girare un film? Il giorno dopo è tornata sul set. Questo sistema – aggiunge – si chiama inquisizione e sta avvenendo in un Paese schizofrenico, dove non si capisce più cosa sia vero e cosa verosimile. Qui si vuole solo la condanna, il sangue”.

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