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Ferrara ricorda Pino Daniele: “Quella volta che si presentò a casa mia ed iniziò a suonare. Lo ascoltavamo anche alla Juve…”

Ciro Ferrara, ex calciatore, ha di Pino Daniele ai microfoni de ‘La Repubblica’:

«Evento in memoria di Pino Daniele al San Paolo? Domani non mancherò. Quando parlo di lui, mi vengono i brividi. È difficile accettare che non ci sia più».

Che rapporto avevate, Ferrara?
«Eravamo amici. Ci siamo conosciuti in occasione di un suo concerto, credo al Mario Argento, all’inizio degli anni Ottanta. Facemmo la classica foto al termine dell’esibizione. Io già giocavo nel Napoli e per me era un idolo. Da allora siamo rimasti sempre in contatto. Lui non era quello che si dice un gran tifoso, credo non sia mai venuto allo stadio, quindi il nostro rapporto prescindeva dal fatto che io fossi un calciatore. Abbiamo trascorso insieme anche un Capodanno a Formia, quando era sposato con Dorina. C’erano pure Loredana Berté e Bjorn Borg».
 
E poi ci fu la famosa cena a casa sua, nel 1990.
«Organizzavamo sempre questi appuntamenti con i compagni di squadra nel Napoli. E quella sera ci fu un’autentica sorpresa. Pino era in zona e venne a trovarmi. Improvvisò un mini-concerto. Fu un momento indimenticabile. Pino piaceva a tutti, pure Maradona lo amava. Il video poi è diventato virale sui social. Eravamo tutti ipnotizzati dalla sua musica».
 
Scelga un canzone di Pino Daniele…
«Impossibile. Farei un torto ai tanti capolavori che ha scritto. Poi vorrei fare una precisazione».

Quale?
«Le sue non erano canzoni, ma poesie. Aveva un timbro vocale inconfondibile. Ha saputo raccontare Napoli in maniera memorabile. Riusciva a fotografare pregi e difetti della nostra città con grande dolcezza. I suoi testi sono attualissimi a distanza di trent’ anni».

È la caratteristica dei grandi.
«Pino lo era, lo è ancora e lo sarà per tanto tempo. Un fenomeno che trascende le generazioni. Piace a me, ma anche ai miei figli che sono innamorati del suo genio. Tra l’altro è stato anche un grande musicista. Con la sua chitarra ha suonato assieme alle leggende».
 
A quanti concerti di Pino Daniele ha assistito?
«Ho perso il conto, ma facevo di tutto per non perdermelo. Lo seguivo appena potevo. È capitato sia a Napoli che a Torino. Ho partecipato all’ultimo a Piazza Plebiscito (nel 2008, ndr) ma anche quando suonò con Eros Ramazzotti e Jovanotti al San Paolo».
 
Ci saranno anche domani.
«Sarà un momento toccante per tutti i colleghi che parteciperanno. Un evento che resterà nella storia di chi ama Pino, come me».
 
Una musica che l’ha accompagnata nel corso della carriera?
«Assolutamente sì. Ascoltavamo le sue canzoni nello spogliatoio quando ero nel Napoli, ma devo dire che non mancava neanche alla Juve. Pino era molto legato alla sua terra e alla nostra città, ma piaceva veramente a tutti. Personalmente faceva parte della mia colonna sonora prima delle partite. Indossavo le cuffiette e lo ascoltavo».

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