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Risarcimento da orfane, Inps: “Non siamo sanguisughe, non avremmo dato esecuzione all’atto”

Risarcimento da orfane Inps, parla il presidente dell’ente previdenziale Pasquale Tridico ai microfoni de ‘Il Corriere della Sera’

Risarcimento da orfane, Inps: “Non siamo sanguisughe, non avremmo dato esecuzione all’atto”. Vi abbiamo raccontato ieri dell’ uomo che uccise l’ ex moglie e si suicidò dopo aver ferito gravemente anche l’ uomo che credeva essere il suo rivale in amore, per errore. La tragedia, avvenuta a Marina di Massa (Massa Carrara) il 28 luglio 2013 che rese orfane due bambine.

E proprio alle piccole, in quanto eredi dell’ uomo che sparò, è stata chiesta dall’ Inps una somma di 124.000 euro come indennità di malattia e per l’ assegno di invalidità erogato all’ uomo sopravvissuto.

La notizia ha fatto senz’ altro scalpore, con l’ opinione pubblica indignata per la richiesta dell’ ente. A tal proposito però, è intervenuto Pasquale Tridico, presidente dell’ Inps, ai microfoni de ‘Il Corriere della Sera’, dove ha assicurato che le due piccole orfane non dovranno invece versare nulla.

«Questa storia è paradossale. Non dite mai più che l’Inps è una sanguisuga, non avremmo mai dato esecuzione all’atto». Secondo il presidente Tridico, «era un atto dovuto, necessario per evitare la prescrizione. Se non fosse stato emesso prima della prescrizione il responsabile sarebbe stato chiamato a rispondere di danni erariali. Ma noi di questo caso ce ne stavamo occupando da tempo».

Nonostante data di scadenza e richieste, Tridico ribadisce: «Non so più come dirlo, era un atto dovuto. E non so più come ripeterlo: quelle ragazze non avrebbero mai pagato quella cifra. Io lo so bene che cosa si prova nella loro situazione. Avevano la nostra massima comprensione».

E aggiunge un aneddoto personale: «Mia sorella è stata uccisa da suo marito quando io ero ancora ragazzo, e quando omicidi così orribili non si chiamavano ancora femminicidi, non esisteva il termine. Per me mia sorella era ben più di una sorella, perché sono l’ultimo di sette fratelli, lei era la primogenita. Per me alla fine era una seconda mamma».

Infine una considerazione e un annuncio: «Sono certo che tutto questo clamore aiuterà la politica a trovare presto una soluzione. Ma la soluzione normativa non è certo l’unica strada praticabile» […] «Un fondo di 12 milioni di euro lo abbiamo appena attivato per tutelare le donne vittime di violenza. La chiamo così, violenza contro le donne, non mi piace usare la parola femminicidio».

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