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Flop Superlega, “la vendetta” di Ceferin contro Agnelli, spunta aut aut: “Con lui nessuno deve trattare”

Flop Superlega, scatta “la vendetta” di Ceferin verso Andrea Agnelli

Flop Superlega, “la vendetta” di Ceferin contro Agnelli, spunta aut aut: “Con lui nessuno deve trattare”. La Superlega non si farà. Almeno per adesso. Dopo la rinuncia delle sei formazioni inglesi (United, City, Liverpool, Tottenham, Chelsea e Arsenal) a causa della forte opposizione dei tifosi, della federazione, della Premier, ma soprattutto del primo ministro Johnson, anche Inter, Milan e le spagnole sono state costrette ad arrendersi.

Secondo quanto riferisce l’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’, ora arriva la resa dei conti tra Aleksander Ceferin e Andrea Agnelli. Infatti, la dove il numero uno dell’Uefa ha inviato ambasciatori a cercare di convincere i club a fare un passo indietro, alla porta della Juventus, non ha bussato nessuno, lasciando Agnelli di fronte ad una “figuraccia planetaria”.

Flop Superlega, “la vendetta” di Ceferin contro Agnelli

Come riporta la rosea, “nelle ultime 24 ore, oltre alle minacce delle istituzioni, erano partiti anche gli ambasciatori dell’Uefa per convincere i club ribelli a ripensarci. Tutti tranne uno: la Juventus di Agnelli. Con lui non deve trattare nessuno, ordine di Ceferin. Dopo avergli dato pubblicamente del bugiardo e del serpente, ora il numero uno dell’Uefa cova vendetta e vuole la sua testa”.

E ancora: “Se, come tutto lascia prevedere, siamo a un passo dal rompete le righe, quella di Agnelli sarà una debacle clamorosa. È passato in pochi battiti di ciglia da uomo forte a livello europeo, gonfio della tirannia di nove scudetti consecutivi della Juve e del suo ruolo di presidente Eca, a dirigente inviso a quel potere che aveva abbracciato fino a tre giorni fa, prima del grande tradimento. Tra accuse che gli sono state rivolte in Uefa e quelle ricevute in Lega per la gestione della trattativa poi fatta naufragare con i fondi, ce ne sarebbe abbastanza per farsi da parte.
 
Come ripresentarsi nel consesso europeo, senza danneggiare la Juve, con la propria immagine screditata? Già ieri circolavano voci, smentite, di sue imminenti dimissioni. Difficile immaginare uno tsunami simile in casa bianconera con la zona Champions ancora da conquistare. Dalla Superlega all’Europa League, sarebbe un colpo inimmaginabile per il già critico bilancio del club”.

Intanto, interpellato dalla Reuters, alla domanda se il progetto potrebbe ancora prendere vita, Agnelli ha risposto: “Per essere franco e onesto no, evidentemente non è il caso. Resto convinto della bontà del progetto, ma non si può fare un torneo a sei squadre”.

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