Home » Il dramma di Diego Dalla Palma: “Abusato da un prete e picchiato fino allo svenimento. Così ho superato tutto”
Gossip

Il dramma di Diego Dalla Palma: “Abusato da un prete e picchiato fino allo svenimento. Così ho superato tutto”

Il dramma di Diego Dalla Palma: “Abusato da un prete e picchiato fino allo svenimento. Così ho superato tutto”. Il truccatore, scrittore, imprenditore e conduttore di ‘Uniche’ (in onda su Rai Premium, il mercoledì alle 23.15, e su Rai Play), ripercorre i momenti più difficili della sua vita in una lunga intervista rilasciata a ‘Il Fatto Quotidiano’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Ha realizzato decine di interviste tv negli ultimi vent’anni: chi l’ha delusa?
“Ricordo solo due incontri poco gradevoli: quello con Florinda Bolkan e quello con Romina Power. Entrambe furono scostanti e consideravano ogni mia domanda una provocazione. Sarebbe stato meglio se fossero rimaste a casa loro”.

[…] Chi vorrebbe intervistare?
“Mi piacciono certe icone. Come Amanda Lear, Giovanna Ralli, Franca Leosini, Lisa Gastoni. Ma il mio sogno è Lea Massari: se fermo un quarantenne per strada e gli chiedo chi è, non sa rispondermi, in Francia invece ancora oggi è considerata e amata. Tra le giovani Madame, Matilda De Angelis e Micaela Ramazzotti“.

Chiara Ferragni la incuriosisce?
“C’è un interesse da parte mia per capire cos’è che non mi affascina di lei e soprattutto cosa c’è in lei di così interessante da averla trasformata in una star di questi tempi”.

[…] Quante cadono nell’equivoco che apparire migliori significhi apparire più giovani?
“Tutte. Il problema non è il ritocco in sé quanto l’omologazione”.

Lei ha mai ceduto al fascino del ritocchino?
“L’unica cosa che faccio, è farmi togliere le macchie della vecchiaia. Sono un vecchio che cerca di restare piacevole: mi lavo bene, mi profumo bene, ma non inseguo l’eterna giovinezza. Quella è solo un’illusione che genera ulteriori malinconie”.

Lei è più malinconico o tormentano?
“Entrambi, a fasi alternate. In certi momenti la malinconia è musica per il mio tormento, è una dolce compagnia che non ha nulla a che fare con la tristezza. Quanto ai tormenti, non riesco a sopirli: ci ho provato ma non ci sono riuscito”.

Il dramma di Diego Dalla Palma: “Abusato da un prete in collegio per due anni”

E come ci ha provato?
“Spesso con storie d’amore che si sono rivelate meri affetti passeggeri. L’amore ti resta dentro, l’affetto evapora. Io poi purtroppo ho un rapporto complicato con l’amore: sono pieno di difetti e il richiamo del sesso ha condizionato molte mie mie relazioni sentimentali”.

[…] Ha amato o è stato più amato?
“Sono stato molto amato da alcune persone che non potevo amare. In generale, ho avuto tre storie d’amore molto importanti: una con una donna, Anna, le altre due con due uomini che non vogliono che faccia il loro nome. Non ci sentiamo più e questo per me è un vuoto enorme: perché non avere contatti? Allora quello di un tempo non era amore”.

È stato vittima di manipolazioni affettive?
“Sì, purtroppo. Non mi sono accorto che alcuni uomini sono stati con me solo per ciò che potevo portare loro a livello di contatti sociali. L’ho trovato squallido”.

Poi c’è un uomo che l’ha massacrata di botte, in casa, quattro anni fa.
“Fu uno shock enorme, mi ha picchiato fino al punto di farmi perdere conoscenza”.

L’ha denunciato?
“Certo. Quell’uomo è stato denunciato ma grazie alla legge se ne sta tranquillamente in giro per l’Italia”.

Ha paura di rivederlo, prima o poi?
“No. Una sola cosa mi fa paura: lo stordimento, il non capire chi sono, il dipendere da altri. Se avessi delle avvisaglie in questo senso, farei una scelta precisa: andarmene”.

Il dramma di Diego Dalla Palma: “A 6 anni stavo morendo di meningite”

Parla spesso di morte nelle sue interviste: perché?
“Perché l’ho incontrata per la prima volta a sei anni, quando fui colpito da una meningite, un mistero che mi affascina. «Mamma, sento che la morte mi aiuta a vivere», dicevo da bambino a mia madre. E lei mi guardava come se fossi uno scemo”.

«La morte mi affascina», ha detto. E la vita?
“Anche la vita mi affascina perché la conosco. Morte e vita hanno su di me la stessa identica presa. Vivo intensamente perché do valore alla morte, non è un tabù. Forse per questo sono abituato a mordere la vita a renderla meravigliosa col metodo, l’arguzia, la curiosità. Io posso dire di aver vissuto una vita meravigliosa: non ho rimpianti, non ho vissuto con paura”.

Si considera coraggioso?
“Lo sono stato al limite dell’incoscienza e del pericolo, e lo sono ancora oggi. Sennò non sarei sopravvissuto alle catastrofi che la vita mi ha messo davanti: ho conosciuto la morte, poi il bullismo più bieco alle elementari e alle medie per certi atteggiamenti effeminati che non mi venivano perdonati. Sono stato abusato per due anni in collegio da un prete e poi dopo, quando ho iniziato a lavorare, è stato complicato affermarmi. La violenza mi ha portato un disperato bisogno di affetto: appena captavo insicurezza, non mi sentivo all’altezza ed entravo nel panico. A un certo punto ho detto a me stesso: «Basta: ammazzati o reagisci». Ho reagito”.

Oggi chi è Diego Dalla Palma?
“Un uomo complesso, che a volte ha ancora un bisogno disperato di sentirsi amato e valorizzato, così come a mia volta provo a valorizzare e fare crescere certe persone che stimo o apprezzo. C’è in me una forma paternalistica che non credo mi appartenga ma che in qualche storia passata è emersa”.

Seguici anche su Facebook

Loading...
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com