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Televisione

Gerry Scotti: “Scherzi a parte un errore ma c’è un altro cruccio nella mia carriera. Ho un sogno”

Gerry Scotti: “Scherzi a parte un errore ma c’è un altro cruccio nella mia carriera”. Gerry Scotti su Scherzi a parte e non solo, il conduttore lombardo, 66 anni, ripercorre le tappe più significative della sua lunga carriera in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

«Ho questo cruccio che nella mia carriera mi hanno offerto di fare i programmi un po’ come il pane, quelli da tavola; mentre i format fighi li hanno dati sempre a qualcun altro. È un cruccio ma anche un convincimento, anche se poi un certo tipo di tv è diventata il mio marchio di fabbrica».

[…] Una carriera in prima fila. Mai ricevuto un colpo basso?
«No. Un po’ per la bontà del mio carattere, un po’ per la gentilezza delle persone che ho incontrato. Non c’è qualcosa che pensavo di meritare e poi non ho avuto. Certo, come accade ai grandi attori americani, ci sono occasioni che ho lasciato andare e di cui mi sono pentito».

Un pentimento?
«Scherzi a parte. Fatma Ruffini è impazzita all’idea che io non le abbia mai presentato il programma, sarebbe stata una bella galoppata per la mia carriera ma in quegli anni ho preferito La sai l’ultima?, che se vogliamo era più banale, nazionalpopolare, meno cool».

Altri errori?
«Pietro Garinei mi aveva chiamato a Roma, sapeva che il mio grande idolo è sempre stato Johnny Dorelli e mi propose di portare in scena Aggiungi un posto a tavola. Per me sarebbe stata la realizzazione di un sogno, ascoltavo Dorelli con mia mamma alla radio la domenica mattina a Gran Varietà, in quel momento ho visto la mia vita scorrere in un attimo. Ma lì per lì ho esitato e poi non l’ho mai più richiamato. Ho fatto davvero una brutta figura».

Gerry Scotti: “Scherzi a parte? Un errore non accettare”

Sanremo è un cruccio?
«Dovevano chiedermelo 10-15 anni fa, gli anni in cui mi sarebbe piaciuto farlo. Fiorello ci scherza sempre, gli ho detto che lo presenterò con lui, come valletto vestito da drag queen».

Anche Bud Spencer è un’occasione mancata…
«Aveva in mente un progetto con me, tutti e due grandi e grossi, a tirare schiaffoni. Ma gli impegni televisivi fecero saltare tutto».

[…] Un bivio della sua vita è stato anche quello tra attore e conduttore…
«La sitcom Finalmente soli con Maria Amelia Monti fu un successo, avevo fatto diversi film tv di Canale 5, ci fu un momento in cui Mediaset mi chiese se volevo impegnarmi come attore, trovare un filone e per 6/7 anni dedicarmi a quello. Insomma progetti incompatibili con il quiz e le prime serate. Pensai che era meglio vedere Gerry Scotti tutte le sere».

Occasioni mancate, ma forse lei è uno che non si butta nelle novità…
«Da orso qual sono mi sono creato la mia confort zone, un po’ non mi hanno fatto proposte, un po’ non ho avuto il coraggio di cercarmele, questo forse è il rimpianto che ho. Ma va bene lo stesso».

Un sogno?
«Un film con Pupi Avati. Mi basta anche una sola scena, anche uno morto in un canale e poi non mi vedono più. Due anni fa mi chiamò per un progetto che poi non è mai andato in porto… Lo ripeto. Pupi sono ancora vivo, se vuoi farmi galleggiare nel naviglio sono sempre disponibile».

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