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Svolta cancro al seno, scoperto il motivo delle recidive del tipo più comune

Svolta cancro al seno, scoperto il motivo delle recidive del tipo più comune. Gli scienziati segnano un importante passo avanti nelle ricerche sul cancro al seno: scoperto il motivo delle recidive del tipo più comune. I ricercatori hanno decifrato il meccanismo che fa risvegliare le cellule che arrivano ai polmoni e possono tornare attive dopo anni di sonno e formare tumori incurabili.

Ogni anno centinaia di migliaia di pazienti ricevono una diagnosi del tipo più comune di cancro al seno, positivo al recettore degli estrogeni (ER+). Questi pazienti rimangono a rischio di recidiva in un’altra parte del corpo per decenni dopo la diagnosi iniziale, anche dopo il successo del trattamento. Ora, gli esperti hanno scoperto cosa fa scattare questa “bomba a orologeria” del cancro nei polmoni, uno dei luoghi più comuni in cui il cancro può diffondersi.

Secondo i ricercatori, un farmaco antitumorale esistente può rallentare la crescita di questi tumori secondari, suggerisce il loro studio sui topi. I pazienti con carcinoma mammario ER+ rimangono a rischio di cellule tumorali che sopravvivono in uno stato dormiente nei loro organi per anni dopo aver completato il trattamento.

Cancro al seno, scoperto il motivo delle recidive

Nel tentativo di comprendere i segnali che attivano queste cellule per entrare in azione e formare tumori, i ricercatori dell’Institute of Cancer Research (ICR) di Londra hanno studiato topi con carcinoma mammario ER+ sottoposti a scansioni. Stando ai risultati, pubblicati sulla rivista Nature Cancer, i cambiamenti molecolari all’interno del polmone incoraggiano la crescita dei tumori secondari.

La proteina PDGF-C, che è vitale per la crescita e la sopravvivenza dei tessuti, svolge un ruolo chiave nel determinare se le cellule del cancro al seno inattive rimangono addormentate o si “svegliano”. Quando i livelli della proteina aumentano, che si verifica a causa dell’invecchiamento o quando il tessuto polmonare viene danneggiato o sfregiato, può causare la crescita delle cellule tumorali dormienti e svilupparsi in carcinoma mammario secondario nel polmone.

I ricercatori hanno quindi esplorato se il blocco dell’attività del PDGF-C potesse aiutare a prevenire il “risveglio” di queste cellule. Hanno dato ai topi un farmaco bloccante della crescita del cancro chiamato imatinib, già presrnte sul mercato e che attualmente viene usato per trattare i pazienti con leucemia mieloide cronica. I topi sono stati trattati con il farmaco prima o dopo lo sviluppo dei tumori. In entrambi i gruppi, la crescita del cancro al polmone è stata significativamente ridotta, secondo lo studio finanziato da Breast Cancer Now.

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