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Filippa Lagerbäck: “Tumore Bossari? La depressione è stata peggio. Voglio smentire una bufala su di me”

Filippa Lagerbäck: “Tumore Bossari? La depressione è stata peggio. Voglio smentire una bufala su di me”. Filippa Lagerbäck sul tumore di Bossari, la fake news che la riguarda e non solo, la showgirl svedese, 50 anni, si racconta a cuore aperto in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] In Italia è venuta grazie alla pubblicità della birra Peroni. All’epoca lo spot con la tedesca Solvi Stübing irritò le femministe.
«Davvero? Incredibile… Per me è stato un biglietto da visita, oltre che il simbolo della storia con mio marito: Daniele voleva “quella bionda per la vita”. Comunque all’estero la figura di una modella non era così enfatizzata».

Lei è femminista?
«Amo l’universo femminile e sono fortunata ad essere nata in un Paese nel quale la donna è molto libera. È fondamentale ribadire che uomo e donna devono essere sullo stesso piano: c’è ancora strada da fare, ma non si va avanti cambiando “avvocato” in “avvocata”; di recente è poi montato un polverone che non condivido. Quando Stella era piccola mi chiedevano: Daniele ti aiuta? Io andavo fuori di testa. Aiuta chi? Aiuta sé stesso e la famiglia».

Nel cinema ha debuttato nel 1996 con «Silenzio… si nasce». La critica non è stata molto tenera. Con il film, non con lei.
«Mi è bastato così, ma è stata un’esperienza utile. Ho però capito che il cinema non è per me».

Filippa Lagerbäck: “Tumore Bossari? La depressione è stata peggio”

[…] Filippa Lagerbäck si lega a filo doppio con «Che tempo che fa». Ma la trasmissione non andrà più sulla Rai e passa a Nove. Lei alla fine ha annunciato che seguirà Fabio Fazio e Luciana Littizzetto.
«Prendo questa situazione come un’opportunità: sono contenta di intraprendere una strada nuova con l’altra mia famiglia, quella televisiva di Fabio e Luciana. Il programma dura da 20 anni, io sono coinvolta da 18: sono… maggiorenne. Noi tre, poi, ci sosteniamo a vicenda: non ci vediamo molto al di fuori della trasmissione, ma forse è il segreto per cui è tanto che stiamo assieme».

[…] Ha fatto programmi pure nel suo Paese: possiamo definirla la Carrà della Svezia? Raffaella era un’italiana diventata famosa in Spagna, lei una svedese affermatasi in Italia.
«Raffaella era impareggiabile. Io, comunque, rifuggo dai confronti: non sgomito, voglio essere quella che posso essere».

Pregi e difetti: ce li descrive?
«La pazienza è la mia dote migliore. Il difettuccio? Posso diventare comandona».

Filippa Lagerbäck: “Voglio smentire una bufala su di me”

È vero che ha una gamba più corta dell’altra?
«È un’esagerazione da smentire. Tanti hanno una differenza di qualche millimetro tra i due arti e un ortopedico – lo dissi in un’intervista – mi segnalò la mia, avvisandomi che avrei potuto avere qualche guaio con la schiena. Ma sto benissimo e non ho alcun problema».

Come vive i 50 anni in arrivo?
«Eccola qua la domandona: pum!! I 40 anni non mi hanno toccato, invece i 50 sono tosti: fai un bilancio e pensi al futuro. Qual è la mia analisi? Regalare del tempo a chi ami è la cosa migliore».

Dopo una certa età alcune donne pensano al chirurgo estetico…
«È la pressione della società che spinge a certe scelte. Contano anche le frasi: l’affascinante cinquantenne; è ancora una bella donna; sessant’anni, ma non li dimostra. Che palle!! Non si sente mai dire lo stesso sugli uomini. La mia idea? Bisogna saper invecchiare con dignità».

[…] Come vede le ragazze di oggi?
«Sono omologate: tutte vogliono avere nasino, sopracciglia e bocche uguali. È la ricerca di una perfezione non raggiungibile: non è così che si sta bene con sé stessi».

[…] È vero che era timida?
«Fino a 25 anni non parlavo con nessuno. Ma con gli amici o in famiglia facevo il clown, trasformando la timidezza in comicità. All’inizio sul lavoro mi sentivo inadeguata: temevo arrivasse la fatidica frase “ci siamo sbagliati, non hai alcuna possibilità”».

[…] Le vicende difficili di suo marito, Daniele Bossari, che cosa le hanno insegnato?
«Ha avuto due travagli duri. Nel secondo, legato al tumore alla lingua, è stato più facile aiutarlo perché potevo essere più concreta nell’assisterlo. Invece durante la depressione lo scenario era complicato».

Ha detto di non aver capito il suo disagio.
«La sofferenza mentale è complessa, non hai terapie pronto uso. Non capire mi faceva sentire come se non appartenessimo più alla nostra vita. Ho anche pensato di avere la chiave della felicità. Ma se l’avessi posseduta non avrebbe funzionato nella sua “serratura”: era lui che doveva trovare le risposte giuste».

Siete personaggi dello spettacolo: a casa quanto parlate di lavoro e quanto d’altro?
«Detto che non siamo molto mondani, parliamo di tante cose. Daniele ha interessi differenti dai miei: ama libri, musica, astronomia, minerali. E si domanda: perché siamo qui? Qual è il nostro destino? Io invece risolvo questioni pratiche: che cosa mangiamo oggi? Che cosa facciamo nel week end? La diversità genera equilibrio».

[…] Aveva un fidanzato svizzero al quale ha lasciato mobili e altro.
«Pure barche e auto. Ripeto: non sono attaccata agli oggetti. Ho voluto coltivare l’amore per Daniele, ma non era giusto sradicare lui dalla realtà creata insieme. Quindi ho portato via solo i ricordi di mia nonna».

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