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Natalie Portman: “May December? Ho scelto Todd Haynes per una sua qualità rara. Social un mondo pericoloso”

Natalie Portman: “May December? Ho scelto Todd Haynes per una sua qualità rara. Social un mondo pericoloso”. Natalie Portman su May December e non solo, l’attrice statunitense, 42 anni, parla del suo film, del quale è sia attrice che produttrice, in una intervista a ‘Io Donna’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

[…] Quando lei, Natalie, incontra qualcuno ha l’impressione che si faccia domande su di lei? Che si chieda è questa la vera lei o sta recitando?
“Certo, sempre. Credo che tutti ci interroghiamo sull’autenticità delle persone, sulle maschere che indossiamo in determinate occasioni, ma quando si tratta degli attori l’interrogativo è costante ed estremo: perché noi recitiamo e la gente sa che lo facciamo. In qualche modo c’è più verità in noi, perché il fatto che mettiamo continuamente maschere è dichiarato. Quando siamo “anonimi” quale maschera indossiamo? Lo facciamo per gli altri o addirittura anche per noi stessi? C’è una maschera di me stessa autentica o non esiste proprio? È la vera me che sta rispondendo a questa domanda?”.

[…] Interpretare un’attrice l’ha fatta riflettere su di sé?
“Le domande che si fa il mio personaggio sono quelle che io mi faccio ogni giorno. Non ne sono sempre consapevole, ma se mi guardo indietro mi rendo conto che sono le questioni che mi interessano da sempre”.

Natalie Portman: “Social un mondo pericoloso”

La tv, i tabloid, i social, che ruolo hanno nella sua vita, ha mai concesso loro il suo vero sé o è capitato che se ne appropriassero?
“Trovo che sia un mondo pericoloso. La storia di Gracie è finita sotto la lente, è diventata altro, merce, notizia. Quando io arrivo nelle loro vite capiamo però che dietro quella rappresentazione ci sono persone vere che sono state ridotte a oggetti di consumo voyeuristico, private di sfumature e sottigliezze”.

Il film si chiede anche chi sia un adulto. E quando si è sufficientemente adulti per comprendere le conseguenze delle azioni commesse nella propria vita e nelle vite di chi ci sta intorno. C’è una risposta?
“È la domanda chiave. Di solito diamo per buona l’equazione diventare adulto = perdere l’innocenza. E l’innocenza viene identificata con una sorta di ingenuità che ci fa vedere il mondo come perfetto, privo di male. Poi cresciamo, diventiamo adulti e quindi cinici, perché impariamo spesso a nostre spese che la gente non è così buona come pensavamo. Il film rimette in discussione tutto questo. Il personaggio di Joe contraddice l’equazione. Essere adulti non significa non avere compassione verso gli altri e diventare insensibili”.

Natalie Portman: “May December? Ho scelto Todd Haynes per una sua qualità rara”

La scena di sesso in May December come è stata girata?
“Non è mai confortevole girare una scena di sesso, ma in questo caso abbiamo lavorato nelle migliori circostanze possibili, con gente capace e sensibile. Siamo stati gentili gli uni con gli altri. E il contesto era sicuro. Ma è importante che la conversazione su questi temi vada avanti, perché storicamente sono queste le situazioni più pericolose per gli attori. Che devono continuare ad avere paura e a fare attenzione. E bisogna lavorare sodo per creare ambienti sicuri. Il grido d’allarme che le donne hanno lanciato è servito. Ora ci ascoltano di più. Ci vuole ancora coraggio perché un’attrice si esponga e dica: «Questo non mi fa sentire a mio agio», ma c’è più attenzione di un tempo”.

È stata lei, che il film anche lo produce, a scegliere di affidare il progetto a Todd dopo aver letto la sceneggiatura.
“Todd è uno dei miei registi preferiti. Volevo lavorare con lui da lungo tempo. Ha un punto di vista unico sulla provincia e sulla “pancia” dell’America. Sa che cosa ha formato la vita interiore delle donne nel corso del tempo. Todd ha la capacità di raccontare le donne come persone (ride), che è raro purtroppo”.

È attrice, produttrice, scrive libri per bambini e ha fondato una squadra di calcio femminile, la Angel City FC. Si annoiava?
“Ho iniziato a lavorare come attrice trent’anni fa, è pazzesco se ci penso, ma è così. Perciò cerco nuove cose da fare, nuove sfide. E per occuparti di una squadra di calcio devi allenare un set di muscoli completamente diverso da quelli che usi di solito”.

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