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Stappa una birra durante il processo e fa infuriare il giudice: passa da testimone a imputata

Stappa una birra durante il processo e fa infuriare il giudice: passa da testimone a imputata. Una donna stappa una birra durante il processo e fa infuriare il giudice, passando così da testimone a imputata con tanto di condanna esemplare. È successo lunedì 4 maggio, durante un’udienza virtuale presso il 2° tribunale penale di Augustinópolis, a Tocantins, in Brasile.

Rebeca Barbosa Oliveira, questo il nome della protagonista della vicenda, ha aperto una bottiglia di birra, cosa che ha portato il magistrato a porre fine alla testimonianza, escludere la donna dalla stanza e condannarla a pagare 10 salari minimi per aver mancato di rispetto alla Magistratura. Il processo, per minaccia e ingiuria, è pubblico e l’udienza è stata registrata.

La scena è stata immortalata in un filmato. Le immagini mostrano la donna all’inizio dell’udienza in macchina, poi scende dal veicolo, entra in una casa, prende una bottiglia verde, la apre e la beve davanti alla telecamera durante la deposizione.

Il giudice Alan Ide Ribeiro da Silva ha dichiarato: “Medici, dottori. Il punto è questo, dottori. Vedo che l’imputato ha appena aperto una birra. È registrato qui. Dottori, non interrogherò una persona che sta bevendo in un atto, che è un atto di giudizio serio. Quindi non la interrogherò e ordinerò che Rebeca venga immediatamente espulsa dall’aula delle udienze”.

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Successivamente il magistrato ha archiviato la testimonianza, ha congedato il testimone e ha concluso: “Non possiamo farlo. Questo atto di lei che apre una bottiglia di birra in mezzo al pubblico. Penso che sia già fatto. Signora, quello che ci ha dato è già abbastanza. Grazie mille”.

Dopo l’incidente, il giudice ha ascoltato altri testimoni, la difesa di Rebeca Barbosa e l’accusa del pubblico ministero. Alla fine la donna è stata assolta dal reato di ingiuria per insufficienza di prove definitive, ma è stata condannata a tre mesi e due giorni di reclusione per il reato di minaccia.

Il magistrato ha condannato la donna per lite in malafede. In altre parole, a causa di una condotta abusiva, ingiusta o corrotta da parte di una delle parti in un processo.

“Visto il comportamento tenuto dall’imputata durante l’istruttoria, la quale a sua volta stappò una bottiglia di birra e cominciò a berne il contenuto, LA CONDANNO per lite in malafede […] in considerazione del suo comportamento rischioso (temerario) nel procedimento processuale atto. In ottemperanza a quanto previsto dall’art. 81, §2º, del codice di procedura civile, in considerazione di tale comportamento irrispettoso, ho fissato la pena a 10 salari minimi”, si legge nella decisione.

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