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Costringe la nipotina a bere una bottiglia di whisky per punizione: bimba di 4 anni muore per avvelenamento da alcol. Arrestate nonna e mamma

Costringe la nipotina a bere una bottiglia di whisky per punizione: bimba di 4 anni muore per avvelenamento da alcol. Arrestate nonna e mamma. Una nonna costringe la nipotina a bere una bottiglia di whisky per punizione e la bimba, di soli 4 anni, muore per avvelenamento da alcol. La donna, 57 anni, è stata condannata per omicidio colposo.

Secondo quanto emerso dalle indagini, la piccola sarebbe stata obbligata a inginocchiarsi e a bere l’intero contenuto di una bottiglia da 750 millilitri di whisky con una gradazione del 40%, mentre la madre assisteva senza intervenire. Come riporta il Daily Star, anche quest’ultima è accusata di omicidio per non aver impedito quanto accaduto e dovrà affrontare un processo in una fase successiva.

I fatti risalgono all’aprile del 2022, quando i soccorritori hanno trovato la bambina priva di sensi all’interno dell’abitazione di famiglia. L’autopsia ha evidenziato un tasso alcolemico pari a 0,680, un valore estremamente elevato, superiore di oltre otto volte rispetto al limite legale previsto per un adulto alla guida.

La condanna

Nel corso del procedimento, l’accusa ha descritto un contesto familiare caratterizzato da comportamenti violenti e da un clima di costante sopraffazione. Secondo i pubblici ministeri, all’interno della casa esisteva un vero e proprio schema di crudeltà, in cui la bambina veniva trattata diversamente rispetto agli altri minori. È stato inoltre riferito che i fratelli erano stati indotti a credere che la piccola sottraesse beni essenziali come cibo e acqua.

La vicenda avrebbe avuto origine da un episodio apparentemente banale: la bambina avrebbe bevuto un solo sorso di whisky lasciato sul bancone della cucina. Da qui sarebbe scattata la punizione, culminata nell’obbligo di ingerire l’intera bottiglia di alcol. Inizialmente la donna era stata accusata di omicidio, ma al termine del processo la giuria ha ritenuto configurabile il reato di omicidio colposo.

Durante il dibattimento, la difesa ha sostenuto che la morte della bambina rappresenti una tragedia, ma anche un evento non intenzionale. È stato inoltre dichiarato che la donna avrebbe tentato di rianimare la nipote praticando le manovre di primo soccorso e che non sarebbe stato dimostrato l’intento necessario per una condanna per omicidio volontario. La sentenza definitiva nei confronti dell’imputata è attesa entro la fine dell’estate.

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