Claudia Gerini: “L’amore sta bene su tutto? Se fossi ministra farei subito una cosa. Io fortunata per un aspetto legato al pubblico”. Claudia Gerini su ‘L’amore sta bene su tutto’, l’attrice romana, 54 anni, veste i panni di una ministra nel film di Giampaolo Morelli, nelle sale da oggi, mercoledì 6 maggio. Ne parla in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Claudia Gerini, nel suo nuovo film, interpreta una ministra, un ruolo che sente sorprendentemente vicino, come racconta ricordando che «ma in Lasciarsi un giorno a Roma ero stata una sindaca e in Diverso da chi? ancora una politica… mi sono sembrata sempre piuttosto centrata, è un ruolo che mi riesce bene… Quindi chissà, in una vita parallela magari avrei potuto farlo: amo difendere i diritti, fa parte del mio carattere».
Da questa familiarità nasce spontanea la domanda su quale sarebbe il suo primo impegno se davvero ricoprisse una carica istituzionale, e lei non ha dubbi: «introdurrei nelle scuole l’educazione emotiva e sessuale, direi dalla quarta elementare in poi. E anche l’educazione civica, per promuovere l’idea che se tutti rispettano le regole, tutti ne giovano. Il Ministero dell’Istruzione dovrebbe essere quello con più portafoglio, per trasformare le scuole in hub anche pomeridiani, con corsi gratuiti che aiutino ragazzi e famiglie».
Claudia Gerini: “L’amore sta bene su tutto? Se fossi ministra farei subito una cosa”
Il discorso si allarga poi alla presenza femminile in politica e, per analogia, alle differenze di genere nel cinema, un tema su cui Gerini riflette con lucidità: «di conquiste ne sono state fatte molte rispetto a quando le registe erano solo Wertmüller e Cavani, ma come in tanti ambiti c’è ancora tanto da fare. I registi e i produttori uomini sono la maggioranza e sono troppo poche le storie raccontate dal punto di vista femminile. Le donne, ovunque, hanno una marcia in più e una possibilità in meno».
Eppure, la sua carriera dimostra che un percorso solido è possibile: «non so come siano passati trent’anni, non me ne sono accorta. Ho scelto progetti differenti e nel mentre le possibilità sono aumentate. Il cinema è lo specchio della cultura: se prima le donne erano più stereotipate, ora le vediamo rappresentate più forti, che non stanno zitte e non rispondono alle regole».
Claudia Gerini: “Mi sento fortunata: sono cresciuta con il pubblico dai 20 ai 50 anni”
Dalla professione si passa alla sfera privata, affrontando il tema delle relazioni e della loro fragilità contemporanea. Gerini osserva che «a volte. Se una relazione è arrivata alla fine è giusto chiudere. Ma è anche vero che bisogna imparare a non darsi per scontati, essere generosi, impegnarsi emotivamente, lavorarci. Dopodiché, non sono pochi i casi in cui si rimane insieme pure per pigrizia. Non vale sempre la pena impegnarsi, certe volte bisogna anche avere il coraggio di lasciare, anche se viviamo in una società superficiale in cui tutto si scrolla velocemente».
Una riflessione che si intreccia con il peso dello sguardo esterno, che lei stessa ha sperimentato: «in certi momenti, per delle mie scelte di vita, mi sono sentita giudicata. Noi attori ci mettiamo in prima fila, siamo abituati al giudizio, ci esponiamo. Ma se ti stai separando e ti senti giudicata, lì può essere un po’ più complesso. Eppure fa parte del gioco».
Ripercorrendo infine i momenti decisivi della sua carriera, Gerini riconosce diversi snodi fondamentali: «tanti. I film con Verdone, sicuramente. Ma mi ha aiutata anche l’aver toccato tante corde differenti, uscendo dalla mia comfort zone, quindi cito il mio primo film drammatico, Non ti muovere, e anche Suburra con cui sono entrata nell’immaginario dei giovani. Mi sento fortunata: sono cresciuta con il pubblico dai 20 ai 50 anni».
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