Sondino nasogastrico inserito male: Irene muore in ospedale per l’errore di un infermiere. Una donna di 80 anni è morta a causa del sondino nasogastrico inserito male da un infermiere. La donna ha subito un collasso polmonare, sepsi e altre complicazioni mortali dopo che il dispositivo, destinato a raggiungere l’apparato digerente, sarebbe stato posizionato nella trachea durante il ricovero al campus Milford del Bridgeport Hospital.
Secondo la denuncia presentata dalla famiglia alla Corte Superiore di Bridgeport, il tubo avrebbe perforato lo spazio pleurico, provocando pneumotorace, collasso polmonare e versamento pleurico sul lato destro e rendendo necessario un drenaggio toracico. Le complicazioni avrebbero incluso sepsi, empiema e/o polmonite da aspirazione, contribuendo alla morte di Irene Perretta nel marzo 2025.
I familiari hanno citato in giudizio per negligenza medica il Bridgeport Hospital e la Yale New Haven Health Services Corporation, sostenendo che il personale abbia inserito impropriamente il sondino durante il ricovero. La denuncia afferma che il dispositivo avrebbe raggiunto le vie aeree e/o lo spazio pleurico, causando complicazioni che, secondo la famiglia, potevano essere evitate.
La denuncia
Un medico specializzato e membro dell’American College of Physicians, nella lettera di parere allegata alla causa, ha sostenuto che lo standard di cura prevedeva la conferma radiografica del corretto posizionamento della punta del sondino al di sotto del diaframma prima dell’utilizzo. Secondo il medico, pneumotorace e potenziale contaminazione pleurica suggerirebbero che tale standard non sia stato rispettato.
La denuncia contesta la capacità del personale di diagnosticare, curare e monitorare adeguatamente la paziente e sostiene che non siano stati spiegati rischi, alternative e benefici della procedura. La famiglia chiede un risarcimento e altri provvedimenti.
Yale New Haven Health ha espresso condoglianze, ma ha rifiutato commenti sulla causa. Ha inoltre presentato un’istanza di archiviazione, sostenendo che l’azione non rispetti alcuni requisiti procedurali del Connecticut e che la lettera medica non contenga sufficienti dettagli sulle presunte violazioni dello standard di cura.
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