Spettacolo

Alessandro Gassman: “Cerco di essere un padre meno ingombrante del mio. Vi racconto il segreto della mia felicità”

Alessandro Gassman in un’intervista a Io Donna

Alessandro Gassman ha rilasciato un’intervista a Io Donna del Corriere della Sera, in cui racconta, partendo dal ricordo del padre Vittorio, del rapporto con il figlio Leo. Un’intervista intensa in cui l’attore parla a cuore aperto. Partendo proprio dal rapporto col padre, il grandissimo Vittorio Gassman, “Lui era severo e io docile, però era talmente generoso e buono che era impossibile odiarlo: non abbiamo mai avuto lo scontro generazionale. Ricordo le risate! Aveva quell’ironia che preferisco: sarcastica, cruda, cinica. Come la mia: mi vengono battute a volte “pericolose”, creano attimi di disagio. Stamattina ho sgridato il fruttivendolo: “Ancora questi pomodori pessimi e carissimi?”. Lui ha riso, una cliente è rimasta di sale. Ho dovuto precisare che stavo scherzando…”.

Alessandro ha un rapporto molto intenso con la madre, l’attrice francese Juliette Mayniel, Mia madre dopo la separazione ha vissuto in campagna: non da signora, da contadina. Pochi fronzoli. Ora abita in un posto quasi irraggiungibile in Messico, l’ho incontrata da poco, non la vedevo da cinque anni. Ci scriviamo quotidianamente e, comunque, non abbiamo mai avuto un legame madre-figlio, ci siamo trasformati in amici nel corso del tempo: non ha indole materna, ma è intelligente colta, simpatica, aperta. È bello parlarci”.

Poi racconta della sua famiglia e del suo quotidiano, “Conduco una vita monacale, vado a letto presto e mi alzo alle sette. La mattina è il momento in cui ho più energia, idee. La sfrutto al massimo avendo una moglie (l’attrice Sabrina Knaflitz, ndr) che dorme, beata lei! Sono bravissimo nell’alzarmi senza svegliarla. Mi dedico a 20 minuti di stretching con l’elastico, segue un caffè e infine preparo la colazione collettiva. Una precisazione: uso Twitter per promuovere il mio lavoro o per sensibilizzare su tematiche che ritengo fondamentali, mai per il privato”.

 

 

Prosegue, “Non amo che si invadano i miei spazi, non mi piace – per esempio – avere a sorpresa gente in casa. ‘Puoi portare chi ti pare avvertendomi prima, voglio sapere di chi si tratta’ ripeto a mio figlio. Sono un rompipalle. Leo invece è uno che stringe amicizia con chiunque, apostrofa con “Ti voglio bene” persone appena incontrate. Comunque è un bravo ragazzo, la qualità di cui sono più orgoglioso e per cui gli voglio un bene dell’anima. Rispettoso degli altri. Non è stato viziato: ascolta, è naturalmente gentile. Riguardando al rapporto con mio padre, ho compreso meglio la “professione” del genitore: non deve essere un amico, deve indicare la strada, mettere paletti il più larghi possibile, però solidi. E – confesso – mi faccio i complimenti. Forse io ho ecceduto in severità, mia moglie in apertura: alla fine il compromesso è stato giusto. Finora. Se fra tre anni leggerete: “Leo Gassman uccide il papà a martellate in cucina e lascia messaggio sarcastico”… Ecco, forse mi sono sbagliato”.

Leo è diventato un volto noto in tv grazie alla sua partecipazione a X Factor, “Bene che si dedichi a quel che gli piace, purché ci metta impegno. X Factor è stato una sorpresa. Sapevamo che la musica era nelle sue corde (l’abbiamo iscritto noi a chitarra classica a Santa Cecilia a cinque anni), però ce l’ha comunicato a giochi chiusi: “Mi hanno preso”. Abbiamo stabilito che seguirà l’università fino al giovedì e dal venerdì si concentrerà sulle sue passioni, attualmente musica e ragazze…”

 

 

L’attore si definisce un padre poco ingombrante, “Lo sono stato assai meno del mio: non parlo degli impegni, non frequento gente dello spettacolo, andiamo in vacanza in posti dove non ci sono italiani e non mi si fila nessuno. Ho cercato di garantire a Leo una crescita il più normale possibile. È conscio di quanto sia io sia lui siamo stati fortunati, e questo ci rende l’esistenza migliore. Apprezza tutto. Davanti a una pasta al burro, commenta: “Mhmm, squisita!”. Come me, del resto: sul set sono l’unico che apprezza il cestino in pausa. La riconoscenza è un regalo meraviglioso che ti concedi: se abbassi il livello di richiesta, ogni cosa ti pare un dono eccezionale. Mio padre ha avuto una giovinezza ben più difficile della nostra: orfano di papà a 14 anni, di origini ebraico-tedesche, dovette vedersela con le persecuzioni razziali.”

Alessandro Gassman racconta poi il segreto di una vita felice, in coppia da anni e complice, come quella che conduce con sua moglie, “Nessun merito. Da principio è casualità, fortuna: c’è attrazione, incastro chimico. Dopo però i cervelli, lavorando vicini, funzionano nello stesso modo… Sia chiaro: litighiamo vivacemente, ci mandiamo a quel paese, però ci rendiamo conto alla svelta e ci stoppiamo. Il 70 per cento delle occasioni in cui discutiamo ha ragione lei e io le chiedo scusa. Eppure finisce che le chiedo scusa pure quando ho ragione io: do in tali escandescenze da trascendere. Il segreto? L’accontentarmi. L’essere amato. E l’essermi costruito luoghi dove “recuperare” e dove passerò la pensione: uno in montagna, uno al mare.”

Poi l’attore da una piccola anticipazione tv, sulla serie in Bastardi di Pizzofalcone con cui ha avuto un enorme successo, “No, non sono morto. Ci sarà la terza stagione..”

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