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Laetitia Casta: “Violenza sulle donne? Un dato è pazzesco. L’ambiente del cinema è giudicante, ho dovuto lavorare più delle altre”

Laetitia Casta: “Violenza sulle donne? Un dato è pazzesco. L’ambiente del cinema è giudicante, ho dovuto lavorare più delle altre”. Laetitia Casta parla di violenza sulle donne, l’ambiente del cinema, e non solo, l’attrice francese, 46 anni a maggio, si racconta a tutto tondo in una intervista a ‘Io Donna’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

Laetitia Casta è la protagonista di “Una storia nera” Legittima difesa?
“Il tema ci tocca da vicino: almeno una donna su cinque ha subito maltrattamenti. Una percentuale altissima, pazzesca. La vicenda si svolge in gran parte nell’aula di tribunale: Carla è colpevole di omicidio? O è stata legittima difesa? A me piace coltivare il dubbio. Quando non c’è più dubbio è pericoloso, si diventa radicali e il mondo oggi è terribilmente radicale, polarizzato. Ci si schiera reagendo con le emozioni, non con la razionalità”.

[…] Nel 2024 festeggia i 20 anni di palcoscenico. Debuttò con Ondine di Jean Giraudoux quando aveva una gloriosa carriera di top model e appena tre-quattro esperienze cinematografiche…
“Intendevo provare a me stessa che ero in grado di affrontare il pubblico, di portare la mia voce. Nella moda la questione riguarda, inevitabilmente, il tuo viso, il tuo fisico… L’esteriorità, insomma, mentre avevo tante emozioni da esprimere. Ormai sono arrivata a un livello in cui non ho più bisogno di dimostrare qualcosa, di forzarmi: accetto completamente quello che sono. Comunque, confesso: ci ho messo parecchio. L’ambiente del cinema è giudicante con le ex mannequin: è stata un po’ più dura per me, ho dovuto lavorare più delle altre. Però questa esigenza alla fine si è rivelata positiva, mi ha obbligato a crescere”.

Laetitia Casta: “Violenza sulle donne? Un dato è pazzesco”

[…] Neppure il minimo dubbio nell’accettare la sfida al “monumento”?
“No. Il soggetto è ambientato nel 1938, eppure è tremendamente attuale nella sua denuncia della sottomissione femminile e dei pregiudizi contro il “diverso”. Con l’onda delle Destre che si propaga, ritenevo importante raccontare la vicenda a una generazione di giovani che non conosce Una giornata particolare. L’attore può essere un messaggero per tenere viva la memoria”.

[…] Quali insegnamenti le preme, soprattutto, passare ai figli?
“Al primo posto: seguire il desiderio. Nella vita è fondamentale trovare la gioia e, quindi, scegliere il meglio per sé, non per fare contenta me o la società. Se so che hanno progetti, evviva! Con le guerre, la crisi climatica, cerco di comunicare loro la bellezza di vivere, la consapevolezza di essere fortunati”.

È ottimista di natura o è del parere di André Gide, per cui “dobbiamo abbracciare la gioia come obbligo morale”?
“Il mio nome in latino vuol dire felicità… Ho questa responsabilità (risatona). Scherzi a parte, mi viene spontaneo vedere il bicchiere mezzo pieno”.

Laetitia Casta: “L’ambiente del cinema è giudicante, ho dovuto lavorare più delle altre”

Una mamma come lei sarà un termine di paragone impegnativo per le sue due ragazze.
“È la loro storia, ci dovranno fare i conti e servirà per trovare se stesse. Tutti i miei figli (Sahteene, avuta dal fotografo Stéphane Sednaoui, Athena e Orlando, nati dal legame con Stefano Accorsi, e Azel, dal matrimonio con Louis Garrel, ndr) hanno carattere”.

[…] Suo marito sostiene addirittura d’essere circondato da donne virili…
(risatona) “Sono una che sta sul proprio peso, accetto la mia mascolinità e la mia femminilità. E pure lui è un uomo che sta sul suo peso, accetta parte maschile e parte femminile”.

Lavora da quando ha 15 anni: non le andrebbe di rallentare?
“Un giorno finirò sottoterra e non mi muoverò più (ride), al momento va bene così. Ho preso dai miei genitori (un imprenditore edile e una contabile, ndr): sono in forma, si muovono parecchio, sono continuamente occupati. Il punto è che, a casa mia, abbiamo radicatissimo il senso del lavoro”.

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