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Cronaca Economia Italia

Pavia, sono italiani, ma vengono pagati in moneta romena

Contratto trappola in provincia di Pavia, vengono pagati in moneta romena

Sono italiani, lavorano in Italia a Stradella, nell’Oltrepò pavese, ma ricevono uno stipendio romeno. E’ quanto denunciano i sindacati della Filt-Cgil che venerdì scorso hanno organizzato uno sciopero alla Ceva Logistics Italia per 70 lavoratori italiani ed altri 150 che aspettano un rinnovo di contratto.
Il meccanismo è semplice: il contratto è romeno e prevede uno stipendio in parte in euro, in parte in leu, la valuta romena. Così in un mese si guadagnano poco più di 300 euro (1.400 leu) e senza contributi.
«La parte fissa dello stipendio viene pagata con moneta romena, mentre una piccola parte in euro, attacca Colognese segretario provinciale della Filt. Ovviamente è un modo che l’agenzia ha per non pagare le tasse sul lavoro. La scorsa settimana abbiamo denunciato il fatto al consorzio “Premium Net” e, non avendo ricevuto risposta, lunedì abbiamo avviato lo stato di agitazione».

Questi contratti prevedono una retribuzione mensile di 5000 leu rumeni (1100 euro), ma il costo del lavoro per questa agenzia è molto più basso: «Al netto questa paga è più bassa di quella che viene pagata in euro agli altri lavoratori, aggiunge Colognese. Ma alla cooperativa questi lavoratori costano ancora meno perchè mancano contribuzione e Inail. Tra l’altro è difficile parlare con i ragazzi perché appena sentono parlare di sindacato si allontanano».
Questo non è l’unico problema: proprio venerdì, infatti, scadevano 150 contratti di lavoro a tempo determinato e il consorzio non aveva ancora comunicato se ci sarebbero stati dei rinnovi oppure no. «Il contratto prevede un rinnovo per un massimo di cinque volte – spiegano i delegati della Filt Cgil – ma i lavoratori vengono fatti ruotare nelle diverse cooperative. Noi, invece, sosteniamo che Ceva sia un magazzino unico e quindi tutto questo non è possibile». Infine, nonostante gli accordi sottoscritti tra Cgil e Premium Net lo scorso anno, ci sono ancora cooperative all’interno della logistica che non applicano il contratto nazionale: le stesse cooperative, inoltre, sempre più spesso modificano la loro ragione sociale, l’indirizzo e la partita Iva, ingenerando molta confusione tra i dipendenti.
Con la protesta, che ha bloccato l’attività del polo per tutta la mattina, la Cgil chiede a Ceva e ai consorzi di cooperative di prendere in mano la situazione, controllando soprattutto l’attività dell’agenzia interinale romena. Durante lo sciopero momenti di tensione con i lavoratori del sindacato Si Cobas, che in due occasioni hanno tentato di forzare il blocco della Cgil per entrare a lavorare.

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